Quotidiani locali

Il telefonino contro spaccio e bullismo

Livorno, presentata all’Iti un’applicazione della polizia per facilitare le segnalazioni degli studenti

LIVORNO. Denunciare episodi di bullismo o di spaccio con un clic sul telefonino. Bullismo e spaccio dei coetanei dentro e fuori le mura della scuola. Ora si può anche a Livorno con YouPol , l'applicazione della poliza di Stato che da ieri è attiva anche nella nostra città. Semplice e immediata nell'utilizzo, e pensata proprio per i ragazzi (è gratis, occupa poco spazio sulla memoria e consuma pochi dati), YouPol consente a chi è vittima o testimone di inviare al centro operativo una segnalazione anonima in 500 caratteri più foto allegata (presto arriverà anche la possibilità di caricare i video) in tempo reale o anche in un secondo momento.

«La vostra collaborazione è preziosa per migliorare la vostra vita e facilitare il nostro lavoro sul territorio», spiegano gli agenti agli studenti dell'Itis Galilei, l'istituto labronico scelto dalla questura per la presentazione dell’applicazione. Contro la violenza o l'illegalità, per chi la subisce o per chi assiste, è spesso difficile reagire o intervenire. Per i ragazzi, rispetto agli adulti, può esserlo ancora di più. Per loro chiamare il 113 può voler dire confrontarsi con una voce autoritaria, addestrata a carpire da un interlocutore potenzialmente nel panico quante più informazioni dettagliate nel minor tempo possibile. Come un'interrogazione con il prof, ma all'ennesima potenza. Ma ecco che lo smartphone, che spesso viene mostrato in mano al "branco" che riprende l'abuso fisico o verbale da parte di uno o più adolescenti ai danni di chi non può difendersi, diventa lo strumento contro la paura.

«Anche segnalare attraverso la app è un atto di coraggio», rassicura i ragazzi l'ispettore Massimo Montuori, responsabile della polizia postale. «Specificate tutto ciò che ci può aiutare a capire dove mandare gli agenti», raccomanda il vicequestore aggiunto Olga Arganese, responsabile delle volanti. Che poi aggiunge: «La app nasce per contrastare il bullismo e lo spaccio, ma sarà anche una "buca delle lettere" per ogni richiesta di aiuto».

YouPol si inserisce dunque in un contesto molto delicato in cui interviene la legge 71 del 2017, che in materia di "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo", istituisce anche la figura del referente scolastico e l' “ammonimento del questore”. Le forze dell'ordine potranno meglio confrontarsi con la scuola (dove possono intervenire direttamente solo in casi limite) per individuare i responsabili e valutare i provvedimenti da adottare, dal richiamo verbale all'azione giudiziaria, ed avere una mappatura dei fenomeni di illegalità grazie alle segnalazioni dei ragazzi.

E i giovanissimi delle prime A, E, F, G, L, N e Q, riuniti in aula magna, si dimostrano via via più intraprendenti nel fare domande, e in molti si adoperano subito per scaricare YouPol che a più riprese viene promossa e sperimentata per gioco sotto la supervisione degli agenti. «Per fortuna nella nostra scuola la situazione è tranquilla, ci sono sempre ragazzi che osserviamo in maniera particolare ma sono una parte esigua rispetto a tutto il corpo studentesco», commenta Patrizia Garsia, la referente per il cyberbullismo: «Abbiamo partecipato al progetto biennale Star formando alunni che a loro volta insegnano nelle classi, e la scuola ha messo anche a disposizione una psicologa per chi ha bisogno di supporto».

Una precisazione. La segnalazione è anonima nel senso che non lascia traccia sul telefono di chi la fa, ma gridare “al lupo, al lupo!” o peggio, anche da dietro a una tastiera, ha delle conseguenze. «Stiamo lavorando a un sistema anti spam, e in caso di uso scorretto sarà possibile intervenire nei confronti di chi diffama», avverte il sovrintendente capo Roberta Gambardella.

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