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Parrocchia di Banditella, il gran ritorno di don Paolo

Lascia don Piotr Kownacki (che andrà a occuparsi dei fedeli africani in diocesi) Affidata a mons. Razzauti la comunità che aveva guidato per vent’anni fino al 2002

LIVORNO. Le ultime ultime mosse del vescovo Simone Giusti prevedono che don Matteo Gioia, ex parroco di Sant’Agostino, vada a vivere in seminario per diventarne padre spirituale e seguire chi sta preparandosi per diventare prete e che il diacono Carlo Vivaldi si occupi delle case di riposo presenti nella diocesi.

Ma la novità più eclatante riguarda la parrocchia di Banditella. Il parroco don Piotr Kownacki fa la valigia a distanza di quasi cinque anni da quando arrivò in Santa Lucia per prendere il posto di don Gustavo Riveiro – e saluterà la comunità il 20 maggio. Il vescovo gli ha affidato la guida della “parrocchia africana” e collaborerà con la super-parrocchia della cattedrale, oltre a mantenere la direzione del centro sull’ecumenismo (Cedomei) e l’insegnamento all’Istituto Teologico Interdiocesano di Camaiore.

Ancor più eclatante è la scelta di chi lo rimpiazza: la cura della comunità parrocchiale di Santa Lucia, una delle più importanti di tutta la diocesi, è stata messa nelle mani di monsignor Paolo Razzauti, per tutti semplicemente “don Paolo”, uno dei sacerdoti più apprezzati della diocesi anche al di fuori del circuito strettamente ecclesiale.

Sembra una soluzione provvisoria, visto che formalmente dalla curia hanno messo nero su bianco un incarico come “amministratore parrocchiale pro-tempore”: sta di fatto che la presenza di don Paolo alla guida della parrocchia di Santa Lucia a Antignano è un grande ritorno, salutato già adesso sui social network da tante persone e realtà del territorio. A cominciare dalla Misericordia di Antignano: «il governatore, il magistrato e la fratellanza», dopo aver ringraziato e salutato don Piotr, «rivolgono un fraterno “bentornato” a Don Paolo», che nel periodo antignanese era stato anche correttore della “Confraternita di Santa Lucia”, che è l’antica denominazione dell’associazione di volontariato.

Monsignor Razzauti l’aveva lasciata nel 2002 – dopo vent’anni di servizio pastorale nel corso dei quali aveva costruito la nuova chiesa in via Urano Sarti – per essere chiamato a fare il braccio destro del vescovo Diego Coletti come vicario episcopale.

Negli anni successivi è diventato sempre più una delle figure di riferimento per il mondo cattolico, e non solo:

è stato lui a gestire come reggente la lunghissima fase di traghettamento dall’episcopato di Coletti a quello di Giusti, ed è stato non solo vicario episcopale ma anche “vicario per la città”, fino al periodo più recente come rettore della cattedrale e, in seguito, del seminario.

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