Quotidiani locali

I pescatori super spazzini del nostro arcipelago

Stivali, bottiglie, sacchetti: grazie al progetto pilota della Regione i pescherecci  possono raccogliere le plastiche che sono in acqua. Già recuperati 230 chili 

LIVORNO. Uno stivale di gomma, bottiglie di plastica, il rivestimento di un fiasco, un mucchio di sacchetti della spesa ormai sbrindellati: ecco il raccolto scaricato a terra l'altro pomeriggio da un peschereccio dopo una battuta di pesca nell'arcipelago toscano insieme a sugarelli, scampi, sardine, rombi e pesci san pietro. Ma in altre occasioni con le reti sono state tirate su anche pinne e mute da sub, una torcia, una vecchia tanica e persino il volante di un motoscafo. Insomma, in mare possiamo davvero trovare di tutto e di più. E stiamo parlando solo della plastica che già di suo rappresenta uno dei materiali più problematici per l'ambiente marino. Per questo nel mese scorso è stato lanciato il progetto “Arcipelato pulito”, primo del genere in Italia, che vede come capofila la Regione Toscana in collaborazione con il ministero dell'Ambiente, la capitaneria di porto-Guardia costiera, l'Autorità portuale, la direzione marittima della Toscana, Legambiente, Unicoop-Firenze, Labromare (in quanto concessionaria per il porto di Livorno per la pulizia degli specchi d'acqua portuali), Revet e la cooperativa di pescatori.

«Questa è una sperimentazione – spiega l'assessore regionale Vittorio Bugli – che può aprire la possibilità di una nuova norma nazionale, quindi da estendere a tutti. È una sperimentazione unica anche perché racchiude tutto il ciclo, dalla pesca alla messa a banchina dei rifiuti, alla loro analisi e suddivisione a seconda della tipologia. In una decina di giorni sei pescherecci hanno raccolto circa 230 chili di plastica, la metà dei quali è già stata analizzata e dove si sono trovate le cose più svariate, probabilmente in mare da molto tempo. Una parte potrà essere riciclata, il resto dovrà invece essere smaltito».

Ad oggi però in tal senso esiste un vuoto normativo che con l'odierna sperimentazione si cerca di contribuire a colmare. «Se i pescatori raccolgono questi materiali – continua Bugli – divengono automaticamente produttori di rifiuti speciali». In pratica devono pagare per smaltirli e si trovano così costretti a ributtare in mare tutto ciò che pesce non è: «L'auspicio è che si possa fare come in questo accordo che abbiamo avviato fra Regione e ministero, con cui si consente che il pescatore non sia più considerato produttore di rifiuti speciali e possa perciò trasportarli. Si tratta di varare una norma specifica».

Nel progetto riveste un ruolo importante la capitaneria di porto. «È un ruolo coerente con le attribuzioni primarie – sottolinea il contrammiraglio Giuseppe Tarzia – che la legge riconosce al Corpo delle capitanerie nella tutela dell'ambiente marino e nella vigilanza sulla aree marine protette. In questo caso abbiamo l'opera volontaria dei pescatori che raccolgono e selezionano le plastiche recuperate e le tengono a bordo sino a depositarle presso l'impianto di smaltimento».

Con “Arcipelago pulito” i sei pescherecci impegnati nel progetto (e di cui innalzano la bandiera) una volta attraccati in porto scaricano a banchina le plastiche racchiuse in un sacco e le depositano in appositi contenitori metallici di colore blu messi a disposizione dalla Labromare, dopo di che quei materiali saranno analizzati e selezionati per il riciclo oppure per il loro definitivo smaltimento.

Nella sperimentazione entra anche Unicoop Firenze, con l'attivazione di un particolare meccanismo di finanziamento del progetto. «Si può dire che noi abbiamo portato in dote i pescatori

– dice Claudio Vanni – dato che è la cooperativa che ci fornisce il pesce. Sosteniamo inoltre i costi del progetto attraverso un sistema molto semplice. Ogni centesimo pagato dai clienti sui sacchetti dell'ortofrutta finanzierà il progetto per avere un mare più pulito».
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Premio ilmioesordio, invia il tuo libro