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Abusi su un alunno, insegnante condannato a due anni 

Livorno, l’artigiano, 61 anni, non potrà più svolgere lavori a contatto con bambini. Assolto invece dall’accusa di aver accarezzato nel suo studio un altro minore

LIVORNO . Il 5 marzo 2016 la vittima degli abusi sessuali non aveva ancora compiuto 14 anni e stava seguendo una lezione di lavorazione della ceramica in uno studio d’arte nel centro di Livorno. Quando l’alunno e l’insegnate, che oggi ha 61 anni, sono rimasti soli nella stanza ecco che sono iniziati i palpeggiamenti da parte del professore. A distanza di un anno e mezzo dalla denuncia della mamma dell’adolescente ai carabinieri, il giudice per l’udienza preliminare Marco Sacquegna ha condannato in abbreviato l’insegnante (non scriviamo il nome per tutelare la vittima) a due anni e venti giorni di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento danni nei confronti della vittima e della mamma che dovrà essere quantificato in sede civile.

L’imputato è stato invece assolto «perché il fatto non sussiste» da un’altra contestazione simile, stavolta ai danni di un bambino di dieci anni. Ma non solo. Perché nel dispositivo, lo stesso giudice, ha applicato una serie di pene accessorie per evitare che in futuro l’uomo possa abusare di altri ragazzini. A cominciare dall’interdizione dai pubblici uffici attinenti alla tutela e la curatela dei minori, ma soprattutto ha disposto il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dai minori e il divieto di svolgere lavori che prevedano un contatto abituale con gli stessi. Quindi il docente non potrà più organizzare i corsi d’arte attraverso cui – secondo la Procura – riusciva ad entrare in contatto con i bambini.

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Proprio le lezioni, infatti, erano – secondo gli investigatori coordinati dalla pubblico ministero Fiorenza Marrara – una sorta di trappola sessuale. Avances, carezze equivoche e palpeggiamenti: questi i comportamenti che venivano contestati all’artigiano e che nel novembre di due anni fa hanno portato il giudice per le indagini preliminari Ottavio Mosti ad emettere un’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti. Oltre alle testimonianze dei ragazzini ascoltati in sede di incidente probatorio, gli investigatori hanno effettuato durante il periodo di indagine anche una perquisizione a casa del cinquantanovenne per cercare conferme. E nell’appartamento i militari hanno trovato materiale pornografico di vario genere omosessuale, e in particolare video e foto con protagonisti sempre di giovane età.

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