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Assolto l’ammiraglio Ribuffo per un incidente in Accademia

Livorno, riformata in appello la sentenza di primo grado del Tribunale di Livorno. Per i giudici fiorentini non è responsabile della vicenda: il fatto non sussiste

LIVORNO.A distanza di due anni dalla sentenza di condanna in primo grado (una pena pecuniaria) – era il 27 maggio del 2016 –, venerdì 27 aprile la terza sezione della Corte d’Appello di Firenze ha assolto con formula piena, «perché il fatto non sussiste», l’attuale comandate dell’Accademia Navale di Livorno, Pierpaolo Ribuffo, 52 anni, dall’accusa di lesioni gravissime. Al centro del procedimento penale il tragico incidente avvenuto la sera del 22 gennaio 2009 all’interno del Palazzo Allievi quando l’allora cadetto Pier Alberto Buccoliero, cadde da circa sei metri dopo aver sfondato un lucernaio procurandosi una lesione che da quel giorno lo costringe su una sedia a rotelle.Condizione che non gli ha impedito, abbandonata la divisa da guardiamarina, di continuare a fare sport diventando uno degli atleti paralimpici più apprezzati , vestendo anche la maglia zzurra (canoa, canottaggio e triathlon).

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L’ammiraglio Ribuffo nel 2009 era il responsabile della sicurezza della struttura dove avvenne la caduta. E in primo grado il giudice del tribunale di Livorno Carlo Cardi lo aveva condannato, unico dei sei imputati, a tre mesi di reclusione, sostituiti con una pena pecuniaria. Impossibile, adesso, con il solo dispositivo, capire i motivi che hanno convinto i giudici dell’appello ad assolvere l’alto ufficiale. Tra i motivi del ricorso firmato dagli avvocati del comandante c’era comunque anche quello che riguardava una condotta abnorme da parte dell’allievo che non avrebbe dovuto trovarsi su quel lucernaio poiché l’accesso era interdetto. E può darsi che questo abbia pesato in un giudizio dove l’accusa era già prescritta ma in cui i giudici si sono pronunciati nel merito assolvendo l’ammiraglio.

Molto di più, a livello giuridico, sarà possibile capirlo tra novanta giorni quando i giudici depositeranno le motivazioni. «Quello che è chiaro – spiega l’avvocato di Buccoliero – è che nonostante il reato fosse prescritto la corte ha assolto con formula piena l’imputato. Una decisione che adesso esclude qualsiasi risarcimento danni nei confronti del mio cliente».

In primo grado erano stati assolti l’allora responsabile dell’Accademia Raffaele Caruso, 64 anni, i sottufficiali Manfredo Gatteschi Lapi, preposto alla sottoarea del palazzo Allievi, Gianguido Manganaro, 48, preposto per i locali al primo piano della struttura, come i colleghi Luca Ancomelli, 48, e Alberto Sodomaco, 49.

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