Quotidiani locali

Vai pantera nera «Che gioia quel gol davanti ai miei tifosi»

Rientro da favola per Abdou Doumbia: «Era uno schema, spero di restare un po’ nella vostra storia con questa rete»

LIVORNO. Una pantera nera in campo, sempre in agguato. Con quella corsa felpata a regalare costantemente la sensazione di far male alla retroguardia ospite. Lui che affonda, dialoga con Vantaggiato o con il folletto di Taranto. All’anagrafe, Pasquale Maiorino.

In tre a fare impazzire la difesa del Pisa; un’arma letale schierata dall’inizio forse a sorpresa, visto che la sua assenza si registrava dopo il problema muscolare patito nel match contro il Siena nonostante l’ingresso in campo a metà ripresa inoltrata quando dette il cambio a Murilo. Sottil lo aveva detto in conferenza stampa. Doumbia, era stato bene tutta la settimana, aveva lavorato con profitto e, sì, era finalmente pronto.

Pronto, come quando ha capito le intenzioni del Toro di Brindisi che a centrocampo ha fatto la magia servendolo da terra dopo aver ricevuto un fallo che l’arbitro aveva ignorato. In questo caso, si potrebbe dire che Prontera abbia concesso il vantaggio. Ripercorrendo l’inerzia di tutti i 95’, si può invece affermare che per fortuna il numero dieci è riuscito a lanciare ugualmente il compagno. Altrimenti, sarebbe stata palla persa e tutto buono per i nerazzurri. Una corsa lunga cinque secondi. Un’eternità per uno stadio in trepidazione. Una corsa terminata con il passo giusto e coordinato per battere il portiere con un rasoterra imparabile.

Il boato, il delirio dei tifosi, l’abbraccio dei compagni. Panchina compresa. Tutti sotto la curva. Impazziti.

Arriva in zona mista, Doumbia. È uno degli eroi del Picchi. Il franco-maliano sorride e poco dopo parla veloce quasi più delle sue gambe.

Un ritorno col botto, l’infortunio, ormai è solo un brutto ricordo...

«Si, ho recuperato bene, volevo già tornare a Olbia ma avevo ancora fastidio. Contro il Pisa abbiamo fatto una buona partita, soprattutto nel primo tempo, mentre nella ripresa ci siamo chiusi un po’. Comunque ci siamo difesi bene e con il gol del raddoppio abbiamo messo la partita al sicuro».

Quando si gioca con la testa, arriva il gioco e, conseguentemente, il risultato...

«Ottima partita si. Abbiamo avuto un ottimo approccio e siamo stati perfetti in certi momenti. Poi, contro il Pisa. Il derby andava giocato così, non si poteva sbagliare».

Tutto bene, certo. A patto di non cadere di nuovo in letargo, però...

«Infatti. Sapevamo che questa era il primo di altri impegni che hanno la medesima importanza. Messo agli archivi questo incontro, ora dobbiamo concentrarci sull’Arzachena, ricordandoci quello che abbiamo fatto vedere contro i nerazzurri. Siamo però belli carichi, faccio gli scongiuri, ma dovremmo essere di nuovo il Livorno vecchio stile».

Racconti il gol. Quella volata verso la rete avversaria, verso la curva nord. Com’era la porta? Stretta?

«Questi movimenti li facciamo spesso in allenamento. È uno schema provato e riprovato. Certo, segnare dopo quaranta metri, metterla dentro davanti ad un muro di tifosi amaranto, è stato davvero uno spettacolo».

Già, i tifosi...

«Fantastici. Ci sono stati sempre vicini e la vittoria va a loro e a tutta la città».

È entrato nella storia. Un gol contro il Pisa, ne vale almeno dieci fatti ad altre squadre...

«Son contento, ringrazio dei complimenti. Fra qualche anno, se parlerete ancora di me, di questa corsa verso la porta, di questo gol, beh sarò davvero felice. D’altra parte il bello del calcio è proprio vivere queste emozioni».



Il trio d’attacco ha fatto faville, vi siete meritati l’Oscar.

«Merito di tutti. Dai difensori, ai centrocampisti. Bruno per esempio, non so quanto ha corso. Siamo stati bravi a restare sempre corti, applicando quello che il mister ci aveva detto».

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro