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Muore a soli 29 anni, «Addio Nicola, guerriero infinito»

Livorno, Nicola Vitali è scomparso giovedì sera a Cure Palliative dopo una lunga malattia. Gli amici: «Ci hai insegnato ad amare la vita»

LIVORNO . Nicola guardava sempre avanti, oltre l’orizzonte. In 29 anni compiuti all’inizio di aprile, lo ha sempre fatto, anche prima di scoprire che un mostro cattivo e imbattibile stava crescendo dentro di lui. Per capirlo basta parlare con i suoi amici e poi guardare quella foto che tanto gli piaceva: lui in piedi, di spalle, lungo Great Ocean Road, la strada panoramica che corre a sud dello stato di Victoria, in Australia, per arrivare fino a Sydney. Davanti il mare, i faraglioni con i dodici apostoli e un futuro che si è spento troppo presto. Nicola Vitali, un ragazzone con tante passioni, i viaggi e la musica in primis, n’è andato giovedì 12 aprile nel reparto di Cure Palliative dopo due anni trascorsi a combattere, sorridere, sperare.

Racconta Dario con il quale Nicola condivideva anche la fede nel buddismo. «Ci siamo sentiti qualche giorno fa, era già ricoverato. Mi ha chiesto: “Quando ci si vede? ”. Ecco, questo era il suo approccio anche alla malattia. Quando ci parlavi trasmetteva gioia. Sembra paradossale ma il suo percorso anche nella difficoltà è stato bellissimo. La cosa più importante che ci ha insegnato è che nessuno muore ma resta dentro di noi. Ecco perché adesso non riesco a sentire la tristezza perché questo è solo la fine di un percorso e so che lui, ovunque sia, è felice».

Tanti che lo hanno conosciuto ne ricordano il coraggio ma anche la professionalità. Nicola, infatti, faceva il fonico lavorando anche alla produzione del film “Aglien” con l’allegra brigata di comici toscani (e non) capitanata da Andrea Camerini. Proprio il disegnatore e regista ricorda “Nicolino”. «Ci ha lasciato un ragazzo con cui ho lavorato qualche tempo fa. Giovanissimo, Nicolino se ne va per colpa di un mostro che non ha avuto pietà di lui. Mi permetto di condividere questo suo messaggio dove ricorda il padre, mancato anche lui in modo analogo, per spietata ironia d’una sorte sciagurata. Ho molto pudore e mille riserve quando si parla di persone scomparse ma queste righe me le perdonerete. Lo condivido solo per farvi conoscere queste sue parole stupende che mi hanno bucato l’anima e che penso siano uno dei pensieri più belli e toccanti che mi siano capitati di leggere ultimamente (e forse anche di più), in una società che va a mille e si dimentica dei valori di una vita vera. Lo faccio perché mi hanno sconvolto, dato speranza, fatto piangere in un mix di sentimenti che non vi dico. Lo faccio per lui, perché era una bella persona e per quella promessa di abbracciarlo presto che non ho potuto mantenere. Grazie Nicola, ovunque tu sia, spero che tu abbia incontrato tuo padre in un lungo sogno che duri tutto il tempo che vuoi. Te lo meriti».

Il messaggio a cui fa riferimento Camerini è stato scritto da Nicola il 31 gennaio scorso ed era diretto al babbo Giancarlo, uno degli animatori principali del teatro Cral Eni. «Il giorno del tuo compleanno e un anno dal mio primo ricovero. Stanotte ti ho sognato. Ti incontravo a Calignaia in costume e infradito. Dopo un saluto affettuoso ti raccontavo le mie ultime avventure, solo sul finale mi rendevo conto che era un sogno e che salutandoti

non ti avrei mai più rivisto. Quest’anno vinco anche per te babbo». Nicola lascia la mamma Cecilia, il compagno di quest’ultima Cristiano, il fratello e tanti amici che sabato 14 aprile si sono trovati alla camera mortuaria per salutare il loro guerriero infinito per l’ultima volta.

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