Quotidiani locali

Sequestrati beni e immobili per un valore di 400mila euro: nei guai due imprenditori livornesi

Livorno, entrambi operano nel settore del commercio all'ingrosso di materiale elettrico: sono stati denunciati per evasione fiscale e bancarotta fraudolenta

LIVORNO. Sequestrati soldi e bene per un valore di 400mila euro: nei guai 2 imprenditori livornesi nell'ambito del commercio all'ingrosso di materiale elettrico per evasione fiscale e per bancarotta fraudolenta.

leggi anche:

L'INCHIESTA

I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza, su ordine della Procura della Repubblica labronica, nei giorni scorsi hanno dato esecuzione ad un decreto – emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale Antonio del Forno - di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e beni mobili riconducibili ad una società di capitali livornese operante nel settore del commercio all’ingrosso di materiale elettrico e dei suoi due amministratori.

3.5 MILIONI NON DICHIARATI AL FISCO

I militari hanno osservato numerose criticità sul conto della società e dei suoi amministratori che, negli anni dal 2011 al 2015, non hanno presentato le dichiarazioni fiscali obbligatorie, celando al Fisco gli ingenti introiti conseguiti, ammontanti a circa 3,5 milioni di euro. Nel corso di una verifica fiscale della documentazione contabile ed extracontabile della società nonché all’esito dell’incrocio di dati appresi mediante un’analisi trasversale di elementi acquisiti attraverso le banche dati in uso al corpo, i finanzieri sono giunti alla ricostruzione del reale volume d’affari dell’impresa ed alla denuncia dei due imprenditori per il reato di omessa dichiarazione.

BENI E SOLDI SEQUESTRATI

I finanzieri del Gruppo di Livorno hanno proceduto con il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, emesso dal Tribunale labronico, sino a concorrenza delle imposte evase.

Ricostruite le attuali disponibilità finanziarie e patrimoniali dei due imprenditori, sono stati sottoposti a sequestro beni mobili ed immobili per il valore di circa 400.000 euro, ponendo il vincolo su disponibilità finanziarie, quote sociali e 3 immobili (tre appartamenti in un villino del valore di circa 370.000).

Le investigazioni svolte hanno, inoltre, portato alla denuncia dei due imprenditori, oltre che per il reato di omessa dichiarazione, anche per quello di bancarotta fraudolenta, avendo le indagini permesso di rilevare come avessero distratto dalle casse della società, dichiarata fallita nel maggio del 2015, liquidità per oltre 250mila euro.

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro