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Telecamere sui bus, spesi due milioni di euro ma sono spente

Livorno, niente accordo sindacale, c’è l’autorizzazione del ministero Ctt: «Siamo in ritardo, puntiamo ad attivarle entro l’estate»

LIVORNO. Ottocento telecamere installate (ma sempre spente), a bordo di altrettanti autobus urbani ed extraurbani in tutto il territorio servito da Ctt, che comprende Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara. Di questi 95 sono i mezzi che viaggiano nella nostra città. Obiettivo: sicurezza per autisti e controllori in caso di incidenti, oppure di tensioni a bordo, proprio come quella accaduta domenica scorsa tra due controllori e un passeggero invalido trovato senza biglietto.

Il sistema di video sorveglianza è stato montato nel giro di un anno e più, per una spesa da parte dell’azienda di circa 2 milioni di euro: al momento non funziona. Due le questioni sulle quali l’operazione si è arenata: da una parte quella della privacy e dell’assunzione di responsabilità per poter riprendere gli utenti a bordo (che gli autisti hanno rifiutato) e dall’altra la richiesta di non utilizzare i filmati per eventuali sanzioni disciplinari interne (aspetto che Ctt ha rigettato). E, infatti, non c’è alcun accordo firmato tra sindacati e azienda, nonostante i vari tentativi di accordo. Così le telecamere, già pagate, sono inutilizzate.

ENTRO L’ESTATE SI PARTE. Ora qualcosa sembra essersi mosso. «Entro l’estate il sistema di videosorveglianza entrerà in funzione: sono serviti tanti mesi sia perché l’installazione di ogni impianto, e ne abbiamo posizionati 800, ha comportato un gran lavoro da parte del nostro personale, e poi perché dopo vari tentativi non siamo riusciti a firmare l’accordo con i sindacati. Per ottenere l’attivazione delle telecamere siamo dovuti ricorrere alla seconda opzione permessa dalla nuova normativa, ovvero chiedere l’autorizzazione al ministero che è arrivata qualche mese fa», spiega il presidente della Ctt Nord, Andrea Zavanella che si mostra ottimista sulla conclusione della vicenda. Il numero uno dell’azienda dei trasporti pubblici ci tiene a sottolineare che l’alternativa ministeriale, scartata in un primo momento, era la più lunga da un punto di vista burocratico.

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LA QUESTIONE PRIVACY. «Per uscire dall’empasse che si era venuto a creare ed arrivare ad attivare il sistema di videosorveglianza abbiamo dovuto percorrere questa seconda opzione: ora con l’ok del ministero la strada è spianata e adesso stiamo facendo le ultime prove tecniche, diciamo che siamo nella fase dell’attacco degli spinotti e siamo pronti a partire», spiega ancora. E chiarisce che in questo modo, ai sensi della normativa sulla privacy, sarà l’azienda ad avere la responsabilità dei dati filmati: «Gli autisti che in specifici momenti di tensioni decideranno di far entrare in funzione le telecamere devono riempire dei moduli, sempre ai sensi della normativa: ne abbiamo distribuiti a centinaia ma ancora non sono stati compilati. Ribadisco che la responsabilità dei dati personali filmati è dell’azienda e su di loro non ne ricadrà alcuna. Speriamo che nel giro di una settimana siano compilati». Se così non fosse, all’orizzonte si profila un altro stop per l’operazione sicurezza a bordo.

DIPENDENTI FAVOREVOLI. La strada scelta dall’azienda non scalda gli animi dei dipendenti (nonostante alla fine non si sia trovato un accordo tra le due parti). Autisti e controllori, del resto, si erano detti favorevoli all’installazione delle telecamere a bordo per far fronte ad un crescendo di aggressioni subìte in servizio. Poi c’è stata la frenata. «L’azienda aveva chiesto agli autisti di firmare i documenti con un’assunzione di responsabilità sulla privacy non solo personale ma riguardante anche tutti i fruitori del servizio pubblico: su questo aspetto non era possibile trovare un accordo perché si sarebbero messi a rischio i dipendenti in caso di esposti per violazione della privacy», spiega Alessio Bernini di Filt Cgil che ha seguito la trattativa. Il pacchetto sicurezza, quindi, dal giugno dello scorso anno si era arenato su questo punto e anche su un'altra questione. «Nel rispetto della legge 300 dello Statuto dei Lavoratori abbiamo chiesto che i filmati non siano utilizzati per riprendere e controllare i lavoratori, ai fini di eventuali sanzioni disciplinari, ma questo punto era stato superato dal momento che la cabina dell’autista non viene ripresa», continua. In soldoni i dipendenti Ctt sono favorevoli alla prossima attivazione degli occhi elettronici.

«Col fatto che l’ok è stato dato dal ministero e non c’è alcun accordo sindacale, il personale è esentato da qualsiasi responsabilità nel caso di esposti per violazione della privacy – e aggiunge – Non siamo affatto sul piede di guerra, ma staremo in osservazione per capire se i filmati verranno utilizzati o meno dall’azienda per eventuali sanzioni disciplinari, anche perché i video non possono essere visionati se non c’è un esposto, oppure una denuncia».


 

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