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Infermiere travolto da uno scooter pirata: "Potevo morire"

Livorno, il giovane stava attraversando sulle strisce: dopo l’urto l’uomo non lo soccorre, lascia il mezzo rubato e fugge a piedi

LIVORNO. Di giorno fa l’infermiere Alessio Bientinesi. E di sera, invece, per arrotondare lo stipendio porta le pizze a domicilio: proprio mentre sta facendo una consegna, in via Coccoluto Ferrigni, viene travolto sulle strisce da uno scooter di grossa cilindrata e finisce in ospedale - dove viene operato d’urgenza - con la frattura scomposta ed esposta di tibia e perone.

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Sono quasi le 20 di venerdì. Il grosso scooter arriva a tutta velocità, investe il giovane e poi termina la sua marcia impazzita poco lontano, contro un’auto in sosta e un cassonetto della spazzatura. Il conducente cade a terra ma a questo punto, invece di soccorrere il giovane appena travolto, si rialza e si dà alla fuga. A piedi. Qualcuno vede la scena, chiama i soccorsi e poi riferisce alla polizia municipale arrivata sul posto quello che è riuscito a percepire: a quell’ora è già buio e la visibilità è ridotta. «Il mezzo di grossa cilindrata è risultato rubato - spiegano dal comando dei vigili urbani - Dalle testimonianze che abbiamo raccolto sembra che questa persona sia fuggita a piedi zoppicando: stiamo facendo le indagini del caso per risalire a questa persona e denunciarla per omissione di soccorso».

A soccorrere Bientinesi, 26 anni, il personale di due ambulanze della Svs: la frattura è brutta e una volta in ospedale viene operato d’urgenza. Ieri pomeriggio, dopo essersi ripreso, racconta al Tirreno quegli attimi. E lancia attraverso il giornale della città un appello ai livornesi, nella speranza che qualcuno abbia visto e possa quindi aiutare le forze dell’ordine a rintracciare quell’uomo che lo ha travolto per poi scappare. «I testimoni hanno detto che chi guidava lo scooter era un uomo di colore e che è scappato a piedi zoppicando», dice lui, una laurea in Scienze Infermieristiche in tasca, che nella vita fa l’infermiere e lavora alla Biolabor. La sera fa il suo secondo lavoro. Venerdì Bientinesi posteggia lo scooter in via Ferrigni. Non si toglie neppure il casco - per fortuna - e attraversa la strada sulle strisce con le pizze del locale Chez Ugo da consegnare. «Sono sempre molto scrupoloso, ho guardato e non c’era niente: improvvisamente è come se un treno mi fosse venuto addosso». Le sue scarpe sono volate via: sono state ritrovate a venti metri di distanza. Anche il casco è schizzato lontano.

Alessio prosegue. «Potevo morire, a chi mi ha travolto ed è scappato dico solo questo. Mi è andata bene».Tra due settimana ha l’ultima prova del concorso per Infermiere professionale all’ospedale di Parma e ci andrà. «In ambulanza o con qualsiasi mezzo ci sarò: ho studiato tanto, ho passato tutte le prove e dovrò esserci a tutti i costi». Dal letto di ospedale dove è ricoverato Bientinesi racconta al Tirreno quegli attimi. Lo fa con la consapevolezza di quello che ha rischiato e con la forza di chi è abituato a reagire e a superare le difficoltà. Sono fotogrammi che scorrono veloci come improvviso è stato quel colpo che lo ha sbalzato in aria. Poi un dolore lancinante e il buio.

Il suo appello per trovare il pirata viene amplificato anche nel suo profilo Facebook, dove chiede l’aiuto di tutti: «Un nord africano mi ha investito sulle strisce con un motorino rubato e poi e' scappato zoppicando. Risultato: frattura di tibia e perone scomposta ed esposta. I dottori hanno detto che mi e' andata bene. Prego gentilmente tutti di segnalare eventuali persone di colore che zoppicano. Oltre al danno la beffa. Grazie a tutti per la collaborazione».
 

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