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La maxi-buca sulla Fi-Pi-Li compie 10 anni

È talmente storica che sta anche su Google Earth. Sembrava che la Regione avesse sbloccato i lavori, invece...

LIVORNO. Alla fine chissà che qualcuno non si decida a portare la torta con dieci candeline da spegnere. Compie dieci anni la voragine all’inizio del del viadotto della superstrada Fi-Pi-Li che parte in sopraelevata per arrivare dentro la Darsena Toscana, nel cuore del porto. È qui la madre di tutte le maxi-buche che segnano la mappa del nostro sistema viario: se in questa stessa pagina mettiamo l’accento sullo stato della manutenzione delle strade cittadine, ecco che in questa boca kolossal si raggiunge l’apoteosi dell’opera pubblica che fa cilecca.

L’ultima a provare a dare uno scossone era stata la Confindustria: «Avremo la Darsena Europa ma la strada per il porto no», aveva detto il direttore Umberto Paoletti nell’autunno scorso. L’aveva fatto per puntare il dito contro quel che gli appariva come «un assurdo gioco dell’oca: quando sembra che ci siamo, si riparte da capo». La beffa è che finalmente era sembrato di esser arrivati a far chiarezza sul fronte delle competenze, dei quattrini e delle scelte dopo un rimpallo durato anni e anni senza che si sbloccasse niente.

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Bisogna tornare indietro alle ultime settimane del 2016 per ascoltare la Regione annunciare che finalmente è stato «pubblicato il bando per individuare la ditta che realizzerà l’intervento di ripristino della sgc Fi-Pi-Li al km 79+865, dove una frana l’ha danneggiata in corrispondenza dell’antifosso delle Acque Chiare, in località Svincolo via Quaglierini nel Comune di Livorno». Già si sarebbe aspettato abbastanza, ma accontentiamoci: anche perché l’assessore Vincenzo Ceccarelli aveva detto che sì, l’intervento era atteso dal 2008 ma lo sblocco era stato reso possibile solo adesso per via del fatto che la Regione aveva ricevuto in mano la competenza ad agire solo agli inizi del 2016.

Tradotto: l’aggiudicazione e l’inizio dei lavori avverrà «entro il 15 giugno 2017», tempo dodici mesi per compiere l’intervento e arrivare al collaudo «entro fine 2018». Ora la fine del 2018 non è ancora arrivata ma nemmeno l’inizio dei lavori è decollato nel giugno scorso. Ce la farà la Regione a recuperare il tempo cammin facendo?

Il guasto non sarebbe granché (ha ceduto la copertura di un micro-fosso che passa sotto la carreggiata) ma l’intervento per ripararlo lo è: si tratta di un appalto da oltre due milioni di euro (più un milione di euro che metterà la Provincia) con «la creazione di un manufatto unico per il deflusso delle acque dell’Antifosso delle Acque Chiare». Ben venga la soluzione: da non dimenticare però che un appalto

su questa direttrice finirà per interferire anche sul flusso estivo di vacanzieri fra la città e le spiagge di Tirrenia. Ma questo è già un altro problema: per adesso basterebbe risolvere il guaio della maxi-voragine così “storica” da essere ormai anche su Google Earth...



 

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