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Cartelli sbiaditi e incuria, l’Orto Botanico reclama un restyling

Livorno, fa parte del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di via Roma. Anche l’ascensore per disabili non è funzionante ormai da tempo

LIVORNO. C’era una volta l’Orto Botanico cittadino. Quello pubblicizzato in diversi siti specializzati. Quello che si esplora con 4 euro, biglietto intero, oppure 2 euro il ridotto. All’ingresso un cartellone sbiadito racconta al visitatore quello che troverà al di là del cancellino in legno. Qui Museo di Storia Naturale del Mediterraneo: il maxi complesso è gestito dalla Provincia e l’area verde mediterranea di circa 5mila metri quadri è un tassello. I percorsi oggi raccontano a fatica gli ambienti che ospitano. Le targhette esplicative sono in tanti casi così malridotte che non sempre sono leggibili; quelle più piccole, gialle, a terra spesso sono fagocitate dal verde. Difficile capire quello che si sta visitando. Pure le condizioni del sentiero che porta fino al laghetto non sono delle migliori, tra rami che ostruiscono il passo, e situazioni di poca manutenzione generale.

In giro qualcuno ha lasciato una scala, appoggiata ad un muro. E pure nella parte della dedicata alle piante officinali - inaugurata il 3 giugno 2003 - si vede che qualcuno ha tagliato delle frasche per fare manutenzione e le ha lasciate dentro ad alcuni sacchi. A questo si aggiunge che l’ascensore all’ingresso dell’Orto Botanico, che porta su alla torretta della stazione meteo, non funziona da evidentemente da tempo. Ci sono alcuni vasi, davanti alla porta, ad impedire che qualcuno provi ad aprirla.

Ricca, variegata e ben tenuta, invece, la collezione di bonsai che si trova all’ingresso della mostra temporanea sui felini. Di sicuro il recente maltempo e la nevicata ha contribuito a peggiorare la situazione generale dell’Orto Botanico, inaugurato nel giugno del 2000. Vero è che la situazione finanziaria generale della Provincia di Livorno - come tutte le Province - non è certo rosea. Difficile in questa situazione di mancanza di fondi disponibili programmare interventi e finanziari manutenzioni.

Fu la stessa Provincia, attraverso il suo presidente Alessandro Franchi, ad inviare l’anno scorso in Procura, in prefettura e alla sezione regionale della Corte di Conti, un esposto cautelativo perché impossibilitati a chiudere il bilancio preventivo 2017 con la conseguente difficoltà di programmare interventi di manutenzione straordinaria e di carattere strutturale. La volontà di migliorare c’è. Anche perché il Museo di via Roma, nel suo complesso, è un tesoro della città con i suoi 7mila metri quadri di fronte

espositivo a cui si aggiungono i laboratori didattici del Centro di Educazione Ambientale e di ricerca, i depositi delle collezioni e gli spazi del Centro Congressi. Completano il Museo la Biblioteca scientifica con le sale di lettura e l'ampia sala per le mostre temporanee.
 

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