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L'assessora regionale alla scuola: «Per ora i bimbi non vaccinati fuori dagli asili»

Livorno, Cristina Grieco contro il Comune dopo la pubblicazione dei dati sulla copertura: «C’è la legge, il diritto alla salute è una priorità»

LIVORNO. «Il diritto alla salute di tutti in questo caso è la priorità: i genitori che iscrivono i propri figli a scuola sono a conoscenza delle prescrizioni che ci sono e di quello a cui vanno incontro i bambini se non le rispettano: nel caso dei vaccini, per adesso la legge dice che chi non è in regola se fa parte della fascia 0-6 sarà allontanato, mentre per gli altri è prevista una sanzione». La posizione dell’assessore regionale all’Istruzione, Cristina Grieco è netta, nonostante l’argomento sia delicato. Da ex dirigente scolastica prima e rappresentante delle Istituzioni ora, sa bene quanto sia importante che il percorso di scolarizzazione cominci già nella fascia 0-3 anni, però non basta. «C’è una legge dello Stato e va rispettata: bisogna stare attenti a non mandare messaggi sbagliati, perché non è tollerabile che per convinzioni di alcuni genitori si metta a rischio la salute di altri bambini, e penso per esempio a quelli immunodepressi», continua lei che per anni è stata al timone dell’istituto Vespucci.

Quando parla di messaggi sbagliati si riferisce alla posizione politica espressa dal Comune sull’argomento nei giorni scorsi e riportata dal giornale Il Tirreno, ovvero che l’obiettivo della giunta è quello (dopo il 10 marzo, scadenza entro la quale la Asl manderà ai singoli istituti gli elenchi completi degli studenti cosiddetti irregolari) di non buttare fuori nessuno da scuola.

Come ha sottolineato Alberto Tomasi, responsabile del dipartimento della prevenzione per l’Asl Nord Ovest, la situazione livornese rispetto ai dati sulla copertura vaccinale è una delle peggiori della Toscana: il quadro cittadino che emerge è che su una popolazione scolastica 0-14 di circa 15.100 piccoli, grandi studenti il 16.64% ad oggi risultano non essere in regola con le vaccinazioni (pari a 2531 alunni). Nello specifico, nella fascia 0-6 anni l’11% non è in regola (451 bambini su circa 4100 devono ancora vaccinarsi); alle elementari la percentuale dei “no vax” sale al 18% (1242 su un totale di 6900). Il numero sale ancora al 20 % per quanto riguarda le scuole medie: risultano 820 bambini inadempienti su 4100 iscritti.

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In soldoni ai nido e alle materne un bambino su dieci risulta non essere vaccinato secondo quanto richiesto dalla normativa (esavalente e quadrivalente); il dato si alza alle elementari e alle medie con due studenti su dieci che non sono in regola con le vaccinazione. «Ci sono dati scientifici a supporto - continua - Se si pensa che la soglia di sicurezza minima per la copertura dei vaccini raccomandata dall’Organizzazione mondiale della Sanità è pari al 95% - per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge - siamo lontani: è vero, serve buonsenso, ma nell’ambito della legalità».

Grieco aggiunge anche un tassello: «Noi come Regione Toscana eravamo pronti a legiferare esattamente nella direzione che ha fatto il Ministero, quindi condividiamo a pieno lo spirito con cui è stata fatta la legge: anche nei casi, e non è questo, che uno non condivida, la legge va rispettata sempre».

Cosa prevede ad oggi la legge sull'obbligatorietà dei vaccini e i recenti pronunciamenti di Consiglio di Stato e Corte Costituzionale in materia? I bambini i cui genitori dimostrano con documentazione proveniente dall'azienda sanitaria locale entro il 10 marzo di aver presentato" la richiesta "di effettuazione delle vaccinazioni", e che la somministrazione di queste ultime "sia stata fissata dall'azienda sanitaria successivamente a tale ultima data, ben potranno continuare a frequentare" nidi e materne fino alla fine dell'anno scolastico. Insomma, se per problemi di prenotazione e 'affollamento' dei servizi sanitari i vaccini sono stati prenotati, ma verranno effettuati solo dopo il 10 marzo, questo non impedirà ai bimbi di entrare a scuola. A patto, però, che i genitori presentino a scuola la mail o l'attestato di avvenuta prenotazione.

Inoltre, anche chi si decide dopo il 10 marzo, potrà far tornare a scuola il bimbo una volta in possesso del certificato di avvenuta vaccinazione. Insomma, a rischiare lo stop sono solo i piccoli di 0-6 anni i cui genitori al 10 marzo non hanno nemmeno prenotato le immunizzazioni. Rispetto alla fascia di bambini che frequentano le scuole dell’obbligo fino a 16 anni (elementari, medie e superiori) è prevista la sanzione, dai 100 ai 500 euro ma nessuna esclusione.

«Da qui al 10 marzo - aggiunge l’assessora regionale - stiamo comunque lavorando su questo argomento molto delicato, sempre restando nelle direttive ministeriali, per riuscire ad affrontare la questione nel migliore dei modi: potremo pensare alla possibilità di una diffida, una sorta di richiamo alle famiglie che non si sono messe in regola, per dare comunque loro modo di farlo, anche se in ritardo». La Regione è, quindi, al lavoro per cercare di affrontare la questione, come dice Grieco, nel migliore dei modi. «Il dialogo tra scuole e genitori è fondamentale in questi casi, anche grazie al grande lavoro che sta facendo la Asl per richiamare le famiglie non in regola e far capire loro l’importanza di vaccinare i propri figli per il diritto alla salute di tutti».
 

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