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Frittata con la plastica a scuola, multa di 8 mila a Cirfood

Livorno, dopo il servizio del Tirreno un altro istituto segnala un episodio analogo e il Comune chiede all’azienda anche di cambiare i modi di preparazione

LIVORNO. Quei pezzi di plastica trovati nella frittata dei bambini ha sconvolto, e non poco, il Comune. Che subito ha inviato una contestazione formale all’azienda Cirfood che gestisce il servizio di ristorazione scolastica, con tanto di multa da 8mila euro. Anche perché dopo il servizio pubblicato ieri sul Tirreno, ecco che subito un’altra scuola, questa volta le elementari Bini, ha segnalato all’amministrazione un’anomalia analoga, sempre durante la mensa scolastica dei bambini di venerdì scorso.

«Ci ha scritto un membro della commissione mensa di quella scuola segnalandoci una difformità durante la mensa, analoga a quella emersa al Pestalozzi, sempre lo stesso giorno, però hanno specificato dalla scuola di non avere materiale fotografico: dico che con questa nuova segnalazione quello che è accaduto è ancora più grave e intollerabile», sbotta la vicesindaca Stella Sorgente. Il servizio di ristorazione scolastica gestita da Cirfood che ha vinto la gara d’appalto nel 2015, già nell’ottobre scorso aveva creato non pochi problemi, questa volta nel pane servito alla scuola elementare Lambruschini: dentro c’erano degli insetti (il pane era fornito da un’azienda di Pisa che subito è stata sospesa).

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«Al terzo episodio così grave c’è la risoluzione del contratto - rincara Sorgente - E comunque stiamo pensando, tra le varie ipotesi, a rinegoziare il tutto, per inasprire le sanzioni». A distanza di 4 mesi ecco che si torna a parlare, in negativo, del servizio di ristorazione scolastica: questa volta nella frittata dei bambini è finito il tappo del preparato utilizzato per cucinare l’omelette. «Una negligenza intollerabile che è capitata nel centro cottura La Mimosa di Guasticce», continua Franca Sala, responsabile dell’ufficio Ristorazione Scolastica. È una colonna portante del settore dopo 41 anni di servizio. «Sono arrabbiatissima per quello che è accaduto, come dico sempre, in questo settore il rischio zero non esiste, ma quello che è capitato è negligenza». Racconta come si è mossa, appena ricevuta la segnalazione: «Ho inviato all’azienda una “pec” con una contestazione formale e una multa da 8mila euro: loro hanno 10 giorni per le loro controdeduzioni. Chiediamo a Cirfood di potenziare di sicurezza per prevenire rischi ed evitare la reiterazione».

Detto, fatto. Sala assicura che al centro cottura di Cirfood si sono potenziate le procedure di sicurezza per fare la frittata. «Mi hanno assicurato che dopo l’episodio praticamente usano il colino per filtrare il preparato di uovo pastorizzato, prima di frullare il tutto», continua Sala. Di fatto, infatti, il tappo giallo della bottiglia caduto nel preparato della frittata è stato frullato. Quindi frantumato.«L’azienda ci ha assicurato che è la prima volta che accade una cosa del genere: è evidente che è successo, quindi, si devono adottare e migliorare le procedure di sicurezza».
 

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