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Sicurezza bene comune - L'editoriale

Un filo nero collega Pisa a Macerata. La città della torre venerdì è sprofondata nella paura dopo il raid sanguinoso in un bar di un giovane malavitoso

Un filo nero collega Pisa a Macerata. La città della torre venerdì è sprofondata nella paura dopo il raid sanguinoso in un bar di un giovane malavitoso. Cittadini inermi colpiti a casaccio per ribadire uno strafottente arbitrio di fare il proprio comodo in quell’angolo di quartiere. “L’emulazione e il senso di rivalsa sono combustibili potenti per menti disturbate e per personalità antisociali” ha dichiarato al nostro giornale la criminologa Giovanna Bellini, commentando il raid pisano.

Inevitabile il rimando ai fatti di Macerata, sia pure solo nella tecnica dell’aggressione e nella logica della vendetta. Non sappiamo infatti se il pistolero di Pisa abbia contatti con l’estremismo politico; il contesto familiare ci racconta una frequentazione con ambienti criminali, confermata dalla quantità di armi ritrovate in casa. Il razzista di Macerata, si è visto, ha invece operato in una galassia fascioleghista, coperto e incoraggiato fino all’azione terrorista di una settimana fa. La violenza – politica in un caso, criminale nell’altro – adoperata come strumento di sopraffazione delle regole del vivere civile.

Nella nostra Pisa, polo universitario tra i primi in Europa, concentrato di arte e sapienza, il pericolo non si è materializzato per effetto dell’immigrazione dall’altra sponda del Mediterraneo. Si è manifestato con il volto di un italiano figlio, come tanti, delle migrazioni interne nel nostro Paese. In questa vicenda dunque c’è il retrogusto sgradevole di un altro tipo di razzismo, quello che ha avvelenato una nazione spaccandola per aree geografiche.

Quale lezione dunque ci viene da due città, distanti e distinte come Pisa e Macerata, eppure

assimilate nell’alto tasso di qualità della vita? Che la sicurezza dei cittadini non è tema da brandire come un’arma elettorale. La sicurezza non può essere un’esclusiva di una parte politica. È una precondizione della convivenza. Senza, salta la democrazia. Buona domenica.
 

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