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"La statua di Snoopy non si tocca, è un simbolo per le vittime come il Colosseo"

Gli animalisti: "Anche Schindler fu odiato per una questione di razza". Alcune decine di persone presenti all'inaugurazione della statua del cane in Villa Fabbricotti

LIVORNO. «La statua di Snoopy è come il Colosseo, un simbolo per le vittime della violenza». Con queste parole l’assessore alla Tutela degli animali Andrea Morini ha inaugurato ieri mattina al parco di villa Fabbricotti, nell’aiuola recintata prospiciente il chiosco del bar di Filippo Brandolini, l’effigie del cane ucciso il 4 agosto 2015 da un colpo di carabina in Corea.

Un taglio del nastro preceduto nei giorni scorsi da una serie di polemiche soprattutto sui sociale, contro le quali il presidente della onlus Animalisti Italiani, Walter Caporale, promotore dell’iniziativa si è così pronunciato: «Anche Oskar Schindler, che salvò migliaia di ebrei, fu odiato per una questione di razza. Noi vogliamo ricordare tutti gli Snoopy del mondo, vogliamo giustizia per tutte le vittime della violenza, dai bambini alle donne agli anziani, e che vada in galera chi uccide gli animali».

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Alle polemiche su Facebook, i partecipanti, alcune decine di persone (circa cinquanta e la maggior parte è arrivata da Roma) fra membri di associazioni animaliste, istruttori di scuole per cani e semplici curiosi, hanno risposto portando i propri amici a quattro zampe, anche se il divieto imposto dal Comune consente ad essi di circolare solo nell’anello esterno del parco. A questo proposito Walter Caporale, al fianco della vice-sindaca Stella Sorgente, ha commentato: «Cartelli così non ne vogliamo vedere più. I cani devono poter girare ovunque, sta a noi pulire».

Pochi, dunque, i livornesi intervenuti all’iniziativa, circostanza sottolineata anche dal testimonial Giorgio Manetti, il "George di Uomini e Donne". «Grazie a tutti» ha concluso Arianna Lucisano, la "zia" di Snoopy, mentre la "mamma" Rita piangeva. «Schierarsi contro la violenza sui più deboli è un dovere comune». La statua in bronzo patinato è stata realizzata grazie al crowdfunding dall’artista romano Alessandro Di Cola, che aveva già riprodotto il cane Angelo, torturato e ucciso per gioco a Sangineto, monumento inaugurato a Roma nel Parco Ravizza del quartiere Monteverde il 21 gennaio 2017.

La statua di Snoopy è stata donata dai proprietari al Comune perché fosse installata in un luogo idoneo a sensibilizzare sul tema del rispetto e dell’amore verso gli animali. Alla base della scultura è riportata una frase di Publio Ovidio Nasone, e slogan di Animalisti Italiani, che recita: "La crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini". «Snoopy adesso è immortalato con la sua copertina» ha chiosato il vice-presidente di Animalisti Italiani, Riccardo Manca: «Il diritto alla vita vale per tutti».

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