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Alluvione, papa Francesco stringe il calendario dei bimbi motosi e saluta Livorno

Livorno, dalla pagina Facebook all’udienza in piazza San Pietro. Dopo l’alluvione il pontefice rivolge un pensiero ai volontari

ROMA. Hanno salito i gradoni della basilica di San Pietro quegli stivali pieni di fango. Hanno salito i gradoni della basilica di San Pietro fino a incrociare lo sguardo di papa Francesco, che nella mattinata di mercoledì 24 gennaio  – a poco più di quattro mesi dalla tragedia dell’alluvione – ha stretto tra le mani il calendario dei bimbi motosi. Lo ha fatto al termine di una udienza generale speciale, dove al microfono, nei saluti finali, dopo aver ripercorso il viaggio in Cile e in Perù e aver lanciato un appello per il Congo, ha rivolto un saluto anche a tutti «i volontari di Livorno». Quelli che dopo l’alluvione che si è portato via otto vite e ha fatto milioni di danni sono scesi nelle strade, nelle piazze, negli scantinati e hanno aiutato la città a rialzarsi.

Così ha quasi del miracoloso – per dirla alla Beppe Pera – il viaggio che il calendario di beneficenza ha fatto in poche settimane. Dalla pagina Facebook dei bimbi motosi, dove è nata l’idea, alle mani del pontefice, fino a raggiungere domenica il palco del Goldoni, dove si chiuderà la raccolta fondi che ha già superato quota 50mila euro.

La trasferta è partita ben prima dell’alba, alle 3.30 del mattino: appuntamento nel parcheggio dello stadio e via, tutti a Roma, direzione Vaticano. Sul pullman sono saliti alcuni rappresentanti della pagina Fb, dove tutto ha avuto inizio, a cominciare da Barbara Suich e Cristina Giaconi. Poi la macchina organizzativa dell’associazione Reset, con il presidente Pera e tanti attivisti, che settimana dopo settimana, grazie alla collaborazione di alcuni privati e all’entusiasmo di tanti livornesi, hanno dato corpo al progetto. Del gruppo, a titolo personale, anche l’assessora Paola Baldari, oltre a don Placido Bevinetto, il parroco dell’ospedale, e a padre Michele Siggillino, il cappellano del carcere, in rappresentanza della curia che ha aiutato l’iniziativa.

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Ma soprattutto una rappresentanza di bimbe e bimbi motosi. Come Lisa e Alice (14 anni), o Miriam (15): le foto pubblicate nei mesi di marzo e giugno raccontano di quando sono andate a spalare il fango a Ardenza «perché volevamo dare una mano a tanti amici in difficoltà». O Francesco e Mattia (12 anni), che con le loro famiglie sono scesi da Nibbiaia, dove vivono, per dare una mano a Salviano e in via Pacinotti («non aveva senso stare a casa»).

Tutti insieme sono arrivati a Roma in una trasferta un po’ matta e un po’ fortunata. Perché in perfetto stile livornese deve parte della sua riuscita a un gabbione sul mare, a un paio di “ghiacciaine”, a una vagonata di spuma bionda e a un vaticanista che si è innamorato di una livornese e di Livorno. Mirko Mirabelli, uno degli attivisti di Reset, lo ha conosciuto ai bagni Nettuno, l’amore per Livorno ha fatto il resto e alla fine Piero Schiavazzi, giornalista vaticanista dell’Huffington post, ha fatto da Cicerone in questa trasferta ai piedi della basilica.

Il gruppo livornese ha seguito l’udienza generale dalle sedie immediatamente alla sinistra del pontefice e alla fine è riuscito a consegnare a Bergoglio il calendario dei bimbi motosi, il gagliardetto di Livorno e pure un’effige della Madonna di Montenero. «Se pensiamo che questo progetto è nato in modo folle, quasi con una battuta…», ripetono Suich e Giaconi: «Ma l’emozione più grande è stata assegnare i primi fondi...». Già, perché l’assegnazione delle risorse raccolte grazie al calendario è partita proprio in questi giorni. Lo annuncia Pera, che ricorda che strada facendo sono state stampate più di 7.600 copie del calendario, andato praticamente esaurito.

«Fino a oggi – spiega insieme a Gioia Papallo – abbiamo assegnato circa 36mila. I primi aiuti sono andati a tre aziende e a una famiglia. Serviranno ad acquistare un trattore a un giovane contadino che ha perso tutto, un furgone a un artigiano che fa i mercati e non ha più il mezzo, una macchina per il caffè a un bar che è andato distrutto la notte del 10 settembre e gli infissi di una casa dichiarata inagibile». «Come Reset – chiariscono – abbiamo deciso di aderire al tavolo istituzionale di coordinamento degli aiuti post alluvione (ci si siedono dal Comune alla Caritas), con criteri definiti per assegnare le risorse. I fondi rimanenti entreranno nel bando del Comune, ma se entro tre mesi le risorse raccolte da noi non saranno assegnate, provvederemo a farlo direttamente».


 

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