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Inchiesta alluvione, il comandante della municipale indagato non si presenta dai pm

Lviorno, Riccardo Pucciarelli, responsabile della protezione civile la notte della tragedia, era convocato per lunedì 15 gennaio in Procura per essere interrogato  L’avvocato: «La sua verità l’ha già raccontata a novembre agli investigatori»

LIVORNO . Da due giorni il cellulare di Riccardo Pucciarelli, storico comandante della polizia municipale e dall’8 agosto responsabile anche della protezione civile del Comune di Livorno, squilla a vuoto. «Risponde solo a telefonate di lavoro, ai familiari e al suo avvocato», racconta chi gli è vicino.

VIDEO - LIVORNO SEPPELLITA DAL FANGO E DALL'ACQUA

Nubifragio Livorno, la città travolta dall'acqua e dal fango - Videoracconto In due ore, nella notte tra il 9 e il 10 settembre, è caduta su Livorno la pioggia di un anno. Il Rio Ardenza esonda, la città viene invasa dall'acqua e dal fango, che sfondano le porte e entrano nelle case. Ci sono vittime e dispersi, mentre da domenica mattina vigili del fuoco e volontari cominciano le operazioni di salvataggio. Realizzato da H24Filmakers: Iacopo Altobelli e Davide BevilacquaImage Editor: Simone TaddeiNews Editor: Emilio Fabio Torsello

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A fargli cambiare umore e abitudini – martedì 16 gennaio è arrivato in ufficio dribblando occhi e domande indiscrete – la convocazione ricevuta a metà della scorsa settimana nella quale la procura lo informava di essere indagato nell’inchiesta sull’alluvione del 10 settembre scorso con l’accusa, in concorso con il sindaco Filippo Nogarin, di omicidio plurimo in concorso.

Nell’avviso consegnato dai carabinieri, i pubblici ministeri titolari della maxi indagine lo avevano convocato per la tarda mattinata di lunedì in via Falcone e Borsellino per essere interrogato. Ma Pucciarelli e il suo legale, l’avvocata Anna Francini, hanno preferito declinare l’invito e avvalersi della facoltà di non rispondere. «Il mio cliente – spiega l’avvocata – era stato già ascoltato dagli investigatori a novembre come persona informata sui fatti e aveva risposta raccontando la sua verità sulla notte dell’alluvione. Il risultato di quelle dichiarazioni è stato quello di trovarsi indagato. Ecco perché abbiamo ritenuto che fosse superfluo tornare davanti ai pubblici ministeri per raccontare le stesse cose».

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L’accusa nei confronti del capo della protezione civile è pesante e chi ha avuto l’occasione di confrontarsi con lui sull’argomento racconta di una persona «provata dalle contestazioni», soprattutto perché era convinto di aver chiarito la sua posizione e di aver operato nel modo più corretto.

Al contrario è leggendo il capo d’imputazione che si riesce a capire la diversa lettura del suo comportamento da parte dei pubblici ministeri Sabrina Carmazzi, Antonella Tenerani e Giuseppe Rizzo che in questo filone d’indagine si sono affidati a un consulente esperto proprio di protezione civile.

Secondo l’accusa, infatti, Pucciarelli la notte tra il 9 e il 10 settembre scorso avrebbe omesso attività che riguardano un servizio. Detto più semplicemente, nella sua veste di responsabile della protezione civile non avrebbe guidato le operazioni necessarie per la sicurezza della popolazione. Il comandante della municipale in questi quattro mesi non ha mai parlato pubblicamente di quella tragica notte. E anche quando è stato convocato dalla commissione d’inchiesta in Comune si è limitato a confermare il report informativo della protezione civile prima di comunicare che non avrebbe risposto a ulteriori domande visto che era in corso l’indagine della procura.




 

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