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Addio Alessandra, volto sorridente di “A tutta pizza”

Livorno, Alessandra Volpe aveva 49 anni, con la sorella aveva aperto la pizzeria sul viale Carducci: «Ha affrontato la malattia con dignità»

LIVORNO. Alessandra non ha mai perso quel sorriso che regalava ai clienti di “A tutta pizza”, il locale sul controviale Carducci aperto con la sorella Tatiana nel settembre 2007 e dove ha lavorato fino a che le forze glielo hanno permesso. Nemmeno nelle ultime settimane, quando la malattia l’ha costretta a letto e la speranza di sconfiggere il mostro scoperto tre anni fa è diventata una scalata impossibile, aveva fatto entrare buio e malumore nei suoi pensieri. «Era lei – racconta in lacrime la sorella – che tirava su il morale a noi. Aveva un carattere splendido: sempre di buon umore, sempre pronta ad aiutare il prossimo, sempre disponibile con tutti. E quando mi vedeva piangere diceva che sarebbe passata...».

L’unica ombra che ogni tanto faceva capolino mentre si sottoponeva alle terapie era il pensiero di non veder crescere il nipote più piccolo, Mattia, che oggi ha 14 anni. «Lo ha praticamente cresciuto – ammette il cognato Stefano D’Auria – e tra loro c’era un legame molto stretto, particolare». Alessandra Volpe se n’è andata a mezzanotte di lunedì 8 gennaio nella casa della sorella dove era seguita a domicilio dal reparto di cure palliative.



Avrebbe compiuto cinquant’anni il prossimo 21 gennaio, ma la festa che i parenti volevano regalarle rimarrà un sogno spezzato. Ecco perché l’ultimo ricordo felice, resta un pranzo organizzato prima di Natale. «Siamo andati a mangiare in Garfagnana con amici e parenti – ricordano – Alessandra era contenta e noi con lei». Da allora le sue condizioni sono lentamente peggiorate. «Una cosa che non scorderò mai di mia sorella – dice Tatiana – è la dignità con cui ha vissuto e affrontato la malattia. Nonostante i dolori, ad esempio, ha sempre cercato di fare tutto, di non farsi condizionare, limitare. La mattina uscivamo insieme, andavamo a fare colazione in centro, poi due passi in via Ricasoli per i negozi. Questo suo spirito traspariva, veniva fuori. Spesso gli amici o i clienti che la incontravano stentavano a credere che fosse malata».

È facendo entrare il sole nella sua quotidianità che ha cercato di sconfiggere il mostro. «Amava il mare e la natura – proseguono i parenti – era innamorata dell’isola d’Elba e dei paesaggi selvaggi, come quelli del Fortullino. Insomma quando poteva si immergeva nella natura e cercava di respirarla, viverla». Ma appena le era possibile dava una mano agli altri. Come all’indomani del terremoto di Norcia, quando con il cognato andò tra gli sfollati per preparare una super pizza e regalare così un momento di svago a chi aveva perso tutto. Ecco perché dal pomeriggio di martedì 10 gennaio alla camera mortuaria è iniziata la lenta processione di parenti e amici per darle un ultimo saluto, mentre i funerali, si sono svolti mercoledì sempre sul viale Alfieri.

Alessandra oltre a due nipoti lascia la madre Teresa e il padre Ilio, ma anche un’altra sorella, Antonella, e due fratelli, Dino e Francesco. Purtroppo il lutto che ha colpito lunedì la famiglia Volpe, non è il primo. Nell’aprile del 2008, infatti, a causa di un ictus è scomparso un altro fratello, Maurizio, che aveva appena 30 anni. «Per tutti, ma soprattutto per i nostri genitori – spiegano – è l’ennesimo dolore da sopportare». Sulla saracinesca della pizzeria lungo il viale Carducci è stato affisso un cartello con la scritta “chiuso per lutto”. «La pizzeria – annunciano Stefano e la moglie Tatiana che la gestiscono – riaprirà la settimana prossima». E dietro al bancone basterà chiudere gli occhi per vedere il sorriso di Alessandra accogliere i clienti.

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