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post alluvione e sicurezza

Montenero, ripartiti i lavori: si raddoppia il tombamento del rio Stringaio

Livorno, nel cantiere di piazza delle Carrozze è arrivata la trivella. La soddisfazione dei residenti dopo gli articoli del Tirreno  

LIVORNO. Sono ripartiti. I lavori in piazza delle Carrozze sono ripartiti, dopo che pochi giorni fa, attraverso Il Tirreno, residenti e commercianti di Montenero avevano lanciato un sos per il cantiere sul tombamento del rio Stringaio a rilento da quattro mesi.

Tecnici e operai, per la verità, erano tornati in piazza delle Carrozze già venerdì mattina, all’indomani del nostro viaggio lungo il corso d’acqua che attraversa il sacro colle. Ma il maxi-intervento per allargare la sezione del tombamento è entrato nel vivo davvero, come aveva annunciato il direttore dei lavori, il tecnico comunale Alessio Bozzi.

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Tra le transenne di piazza delle Carrozze è stata posizionata la grande trivella che in precedenza si trovava più a valle, sempre lungo il rio: si trovava nell’area dietro a case e locali più danneggiati dalla furia dell’acqua, dove negli ultimi quattro mesi, nell’ambito del progetto di messa in sicurezza, sono stati posizionati più di cento micropali.

In piazza delle Carrozze, oltre agli operai della Clc, sono impegnati uomini e mezzi della Trivel Pozzi. In mattinata hanno portato avanti il lavoro con l’escavatrice, per poi poter iniziare a trivellare. «Speriamo che questa sia la volta buona e che si faccia presto, almeno intanto sono ripartiti i lavori...», ripetono dalla piazza residenti e commercianti. Perché negli ultimi mesi, da quella terribile notte del 10 settembre, in questo cantiere non sono mancati gli intoppi: prima è servito tempo per progettare un intervento più ampio, e si spera risolutivo, rispetto alle previsioni iniziali; poi a complicare tutto ci si è messa l’intricata rete di sottoservizi (tubi di luce, acqua, gas...) che si trova sotto l’asfalto.

Il progetto definitivo vale 1,7 milioni. Prevede il raddoppio del tombamento del botro Stringaio, che quella notte si è trasformato in un torrente, come già era avvenuto a inizio anni Novanta. «Dall’8 gennaio – aveva annunciato pochi giorni fa al Tirreno Bozzi – inizieremo ad allargare la prima sezione del cunicolo. Il rio resterà tombato, ma la maggior parte della tombatura sarà “scoperchiabile”. Ci saranno dei “tappi” che ci consentiranno di tenere meglio sotto controllo la situazione e renderanno più facile la manutenzione». Anche qui dovranno essere realizzate paratie con micropali, prima di fare il nuovo canale in cemento armato. Obiettivo: terminare i lavori entro fine aprile.
 

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