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Le scuole sono indifese: in un mese sesto furto

Livorno, furto alle Bini: rubati sette tablet e un pc, colpo da 4mila euro

LIVORNO. Da una parte la mancanza di un sistema di sorveglianza adeguato, di un allarme in grado di coprire l’intera ampiezza della struttura. Dall’altra l’aumento di furti nell’ultimo anno, «scuole comprese» come confermano i carabinieri. È in questo quadro che entrano in azione i ladri, portando via computer e tablet dagli istituti scolastici della nostra città, sempre più nel mirino e sempre più indifesi.

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L’ultimo colpo, il sesto nell’ultimo mese, è stato messo a segno alla scuola elementare Carlo Bini, in Borgo Cappuccini. I malviventi sono entrati nell’istituto durante le festività natalizie, approfittandosi delle vacanze degli studenti e della chiusura della struttura da venerdì 22 dicembre a domenica scorsa, visto che gli uffici si trovano nella sede centrale del circolo Benci, in via Bernardina. E così gli insegnanti e il personale Ata si sono accorti del furto soltanto lunedì 8 gennaio, al momento della riapertura: la serratura forzata per entrare, i tavoli appoggiati sul portone d’ingresso per poter agire indisturbati all’interno, tutte le aule a soqquadro per cercare qualcosa da rubare. Alla fine sono stati rubati sette tablet e un computer dal laboratorio di informatica, oltre agli spiccioli dei distributori automatici di caffè, bevande e snack. Tra refurtiva e danni, secondo una prima stima, si è trattato di un colpo da circa 4mila euro.

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Il furto in via Carlo Bini riporta in primo piano il problema delle difficoltà economiche di tante scuole elementari, che non hanno soldi, contributi o fondi per poter sostenere una spesa così elevata come quella per il sistema di sorveglianza. I carabinieri sottolineano di essere «disposti a collegare, ovviamente in modo gratuito, l’allarme antintrusione di tutti gli istituti alla sala operativa», ma per tante strutture il problema nasce prima, nasce nella mancanza delle risorse economiche per acquistarlo e installarlo. «Purtroppo le scuole sono diventate un obiettivo dei malviventi - aggiungono dal comando dei carabinieri, che ieri mattina sono intervenuti alle Bini e hanno preso il caso in mano - e i motivi sono due: intanto l’assenza di vigilanza o di un custode, poi la possibilità di rubare oggetti di valore come pc e tablet. Di solito, comunque, non si tratta di bande organizzate».

Per il momento non ci sono indizi su un presunto collegamento con i cinque furti di metà dicembre, ma non viene esclusa alcuna ipotesi: potrebbe trattarsi, per esempio, di una banda che rivende tutto all’estero. Alle Benci, alle Collodi e alle D’Azeglio vennero rubati nove computer in una notte, altri sei invece alle Bartolena, prima nella sede di Banditella e poi in quella di via Bois. E stavolta ecco il furto di sette tablet e un pc, tra l’altro molto particolare e con programmi specifici perché utilizzato da un bambino diversamente abile. La vergogna nella vergogna.


 

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