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Ladri senza vergogna: rubati alla Caritas i soldi per i poveri

Livorno, nella notte tra domenica 3 e lunedì 4 sono stati portati via 6mila euro di donazioni. Sulle porte nessun segno di effrazione: dinamica da chiarire

LIVORNO. È il furto della vergogna, di chi è senza cuore, di quelli che non si fermano neanche davanti alla carità. E il particolare della mancanza di evidenti segni di effrazione sulle porte, con la paura che a colpire possa essere stato qualcuno vicino all’ambiente, aumenta la rabbia e lo sdegno: per il momento è solo un’ipotesi, anche perché non viene esclusa alcuna pista, ma la dinamica potrebbe far pensare che sia entrato in azione qualcuno che era già stato all’interno della struttura. Le indagini della polizia sono comunque in corso e si cerca di far chiarezza sul colpo, sfruttando magari le immagini registrate dalle telecamere esterne del sistema di videosorveglianza. Ma intanto la sede della Caritas, a Torretta, conta i danni e denuncia un furto da circa 6mila euro, soldi destinati ai poveri, ai bisognosi, a chi necessita di un sostegno economico o di un servizio per andare avanti. «Ma per noi la cifra rubata è secondaria - sottolinea la presidente della Caritas, suor Raffaella Spiezio - siamo feriti soprattutto dal gesto, un gesto che ci addolora e ci mette davanti a una serie di domande».

Il furto è avvenuto nella notte tra domenica e ieri, quando uno o più malviventi si sono introdotti negli uffici del Porto di fraternità, in via delle Cateratte: non è stato possibile individuare una fascia oraria in quanto l’allarme non è scattato, con i ladri che hanno potuto muoversi indisturbati tra le varie stanze della struttura. La dinamica è ancora incerta, ma sembra che la banda sia entrata passando dalla chiesa di Santa Maria Assunta, che confina proprio con la Caritas: una porta interna della parrocchia, rimasta quasi sicuramente aperta o almeno socchiusa, collega infatti la sagrestia all’organismo pastorale. Ecco, qualcuno l’ha lasciata aperta per favorire il furto? È questa una delle domande che si sta facendo anche la Caritas, visto che non sono stati rinvenuti segni di effrazione. A scoprire il furto, intorno alle 7,30 di ieri mattina, è stata comunque la responsabile della segreteria, la prima ad arrivare in via delle Cateratte e a lanciare l’allarme. Sul posto sono intervenuti subito i poliziotti e il personale della scientifica per tutti i rilievi del caso, in modo tale da ricostruire quanto accaduto e cercare indizi utili per risalire ai malviventi.

«Ci auguriamo che venga fatta chiarezza il prima possibile», evidenzia suor Raffaella, spiegando che negli uffici c’erano tutti quei soldi «perché venerdì avevamo ricevuto due donazioni significative, soldi che servivano per pagare gli abbonamenti dei mezzi pubblici ai bisognosi, i pocket money dei profughi e altri servizi». D’altronde siamo nei primi giorni del mese, con i dipendenti e i volontari al lavoro per rinnovare proprio tutti i servizi per i poveri. Un altro particolare da non sottovalutare per cercare di individuare i malviventi entrati in azione, visto che di solito - tra gli uffici della Caritas di Torretta - non viene mai lasciata una cifra del genere. Inoltre i soldi erano in un cassetto chiuso a chiave, e forzato dai malviventi, nell’ufficio della segreteria, l’unica stanza in cui era tutto a soqquadro. Insomma, altri indizi che fanno pensare a qualcuno che era ed è vicino all’ambiente della Caritas. «Rubare è un atto grave - aggiunge la presidente - ma lo è ancora di più rubare ciò che appartiene ai poveri. Episodi come questo devono aprire una riflessione sulle difficoltà di lavorare alla luce del Vangelo e di costruire, come Chiesa, spazi e tempi per favorire l’inclusione sociale degli ultimi». E la rabbia per questo furto, dopo la notizia pubblicata sul sito internet del Tirreno, ha invaso anche e soprattutto i social network, con tanti livornesi indignati e senza parole davanti a un episodio così grave.

Ieri la sede della Caritas, esclusa la mensa per i poveri, è rimasta chiusa «in segno di dolore e per consentire alla polizia di svolgere tutte le indagini senza intralci», come spiega ancora suor Raffaella. E gli uffici non dovrebbero aprire neanche oggi, con l’obiettivo di dare
ancora un segnale forte dopo quanto accaduto: sempre oggi è atteso l’arrivo da Roma di suor Raffaella, che ieri non era a Livorno e stamani visiterà gli uffici di via delle Cateratte, sperando di avere qualche risposta in più su un episodio vergognoso.

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