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Un colosso vuole aree all’interporto di Guasticce

Un colosso vuole aree all’interporto di Guasticce

Livorno, arriva la manifestazione di interesse per un maxi-lotto edificabile grande come 10 campi da calcio

LIVORNO. Un grosso soggetto internazionale ha messo gli occhi sull’Interporto di Guasticce. Il gruppo ha chiesto di acquistare un’area enorme dentro l’Amerigo Vespucci, una superficie catastale complessiva di oltre 62mila metri quadrati, grande quanto dieci campi da calcio, con possibilità edificatoria che arriva fino a 30mila metri quadrati. Il soggetto si è fatto avanti con una manifestazione di interesse relativo alla vendita da parte di Interporto di due importanti lotti. Ma ha chiesto di ampliare ulteriormente la superficie coperta prevista.

Davanti a questa richiesta, la società - di cui sono soci, tra gli altri, Regione Toscana, Montepaschi, Autorità di Sistema, i Comuni di Livorno, Pisa e Colle e la Camera di Commercio - ha pubblicato un nuovo avviso di interesse, per la ricerca, in sostanza, di altri soggetti che fossero interessati all’acquisto della nuova area ampliata fino a 30mila metri quadrati di superficie edificabile.

Se ci saranno altri soggetti interessati a comprare un pezzo di Interporto lo scopriremo da venerdì 20 novembre, giorno in cui scadrà il bando. Il piano particolareggiato del Comune colligiano, sul cui territorio cade l’Interporto, prevede che le aree in questioni possano trasformarsi in magazzini specialistici oppure strutture coperte da tettoie o depositi verticali. La manifestazione d’interesse conferma non solo l’appeal della struttura logistica di Guasticce, che negli ultimi anni ha visto crescere i traffici e il fatturato, ma anche - e le due cose sono strettamente legate - le ulteriori potenzialità del nostro porto.

Non è un caso, tra l’altro, che negli ultimi due anni sull’interporto penda anche l’opportunità di trasformazione in zona franca. Ancora due mesi fa il ministero dello sviluppo economico si è dimostrato molto possibilista anche perché non esiste una zona franca doganale nel mar Tirreno. Esiste a Trieste, a Venezia, a Gioia Tauro, a Taranto. Ma non nel Tirreno. Non solo, ma sul tavolo, c’è anche l’ormai famoso “scavalco” ferroviario, di cui si parla dal 2001 ma che sembra arrivato al momento della verità: l'obiettivo è collegare davvero e non per finta le banchine con l'interporto. Il problema però è un ponte (sopra la ferrovia Livorno-Pisa) che non c'è più e per colpa del quale i treni devono passare dalla stazione di Calambrone, fare manovre e contromanovre e impiegare due ore per percorrere appena tre chilometri. Con lo scavalco tutto questo non servirà: il nuovo raccordo lungo appena 1200 metri, unirà il binario proveniente dall'interporto - che oggi passando a fianco della Fipili e poi lungo il perimetro dei depositi costieri, arriva

alla stazione di Calambrone - direttamente col binario che va fin sulle banchine. 17 milioni il costo, conclusione dei lavori prevista nel 2019. Di fatto un investimento per le nostre banchine, ma anche un’attrazione logistica, come si vede, per nuovi colossi e posti di lavoro sul territorio.

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