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Oggi a me domani a chi tocca? - L'editoriale

La violenza è entrata con prepotenza sulla scena politica italiana. Non è una novità purtroppo. Accadde già tra la fine degli anni ‘60 e i primi ‘80 del secolo scorso. Anni di piombo

La violenza è entrata con prepotenza sulla scena politica italiana. Non è una novità purtroppo. Accadde già tra la fine degli anni ‘60 e i primi ‘80 del secolo scorso. Anni di piombo. Terrorismo rosso e stragi eversive. Pratiche destabilizzanti condotte all’insegna della segretezza e della clandestinità. Il tributo di sangue innocente fu enorme, ma le istituzioni democratiche ressero perché il tessuto sociale della nazione, pur tra mille contraddizioni, rimase compatto.

Cosa sta accadendo oggi? Un incitamento all’aggressione fisica è condensato nei pochi secondi del video girato a Ostia: il bullo del clan Spada ripreso mentre spacca il naso al giornalista della Rai Daniele Piervincenzi dovrebbe far scattare l’allarme per la nostra sfibrata democrazia. Mentre il magistrato convalida l’arresto, quelle immagini sono un compendio dell’istigazione a delinquere nella speranza dell’impunità. Oggi è toccato a un giornalista. Domani può toccare all’oppositore politico. O a chi professa un’altra religione o ha un diverso colore della pelle. E dopodomani ancora al professionista rispettoso delle regole e al cittadino che non piega la testa. La complicità tra la criminalità mafiosa e il malaffare politico ha radici antiche. La Sicilia sta lì a testimoniarlo in modo impietoso. Ma nell’aggressione di Ostia c’è un messaggio pericolosamente nuovo: colpisci chi ostacola i tuoi progetti eversivi senza nasconderti; anzi devi farlo e così ostentare il tuo accresciuto potere criminale.

Si è incominciato con i giornalisti perché rompono con le loro domande (ma se non facessero domande scomode che giornalisti

sarebbero). Di seguito può toccare – e forse già accade – a chi ha meno tutele e non è sotto i riflettori. No, non riguarda solo una corporazione professionalmente privilegiata. È questione di convivenza civile. Precondizione di una sana democrazia. Buona domenica.

 

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