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Il testamento di Guarente, sindaco eterno: "Capraia resta unita"

Livorno, scomparso a 64 anni, nel 2016 era stato rieletto con una lista unica dopo aver “regnato” per 23 anni.  Con lui l’isola è riuscita ad avere il dissalatore e un nuovo porto commerciale

LIVORNO. Incontrandolo per la prima volta, lungo la strada che dal porto va in paese o di ritorno da una pescata in barca, avresti pensato a tutto tranne che a un uomo politico capace di mediare, pacificare, mettere d’accordo. Gli occhi di un celeste glaciale, la voce profonda che arrivava da una caverna di passioni e quel fisico imponente erano tratti che all’apparenza mettevano in soggezione. E invece il miracolo, prima umano e poi amministrativo, di Gaetano Guarente, sindaco eterno dell’isola di Capraia, scomparso a 64 anni all’ospedale di Pisa dopo una breve quanto maledetta malattia, è stata proprio quello di unire, attraverso carisma e capacità dialettica, una comunità da sempre divisa in fazioni. Alle ultime elezioni, nel giugno 2016, dopo mesi di trattativa e qualche perplessità, era riuscito nella quadratura del cerchio: presentarsi come candidato di una lista unica “Guarente per Capraia”, sostenuta da tutta la comunità.

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Quando lo incontrammo prima del voto che lo avrebbe eletto per il quarto mandato (entrato in consiglio per la prima volta nel 1993 come vicesindaco, poi dal 1997 al 2006 primo cittadino per poi lasciare la poltrona di numero uno a Maurizio Della Rosa diventandone il vice e il regista della maggioranza, quindi dal 2011 di nuovo alla testa dell’amministrazione capraiese) era felice dietro alla sua scrivania, le sigarette appoggiate sopra al tavolo e le bandiere istituzionali alle spalle.

«Stare uniti – diceva in quello che oggi è un testamento politico – è diventata un’esigenza. In passato ci sono state battaglie politiche anche aspre, come quella che ha riguardato il Parco, che ci hanno segnato. E queste tensioni, in una comunità piccola come la nostra dove ti incontri anche venti volte al giorno, rischiano di essere controproducenti. Ora solo il tempo potrà dirci se abbiamo fatto la scelta giusta, ma io ci credo davvero...».

Diciassette mesi più tardi l’isola piange il sindaco e l’uomo. Per tutta la comunità parla il suo vice, Arturo Vasuino, che per i prossimi novanta giorni assumerà la carica di primo cittadino in attesa di nuove elezioni. «Oltre alla perdita di un amico e di punto di riferimento per tutta l’isola – spiega – dispiace soprattutto perché Gaetano aveva ancora molto da dare. Peccato che le cose belle finiscono». Ma l’eredità, per fortuna, resta. «Ecco perché – prosegue Vasuino – la volontà è quella di andare avanti tutti assieme lungo la strada che ha tracciato, sia politica che sociale».

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Le vittorie di Guarente come sindaco sono molte: il dissalatore che ha dato un’autonomia idrica all’isola, la ristrutturazione del Castello di San Giorgio, la realizzazione della sala ipogea e la riperimetrazione del Parco (era presidente della Comunità) con l’apertura ai bagnanti, dopo quasi trent’anni, della cala del Reciso. Ma soprattutto la costruzione del nuovo porto commerciale a cui è legato un aneddoto attraverso il quale si capisce l’intelligenza politica di chi non faceva l’amministratore di professione avendo lavorato come impiegato alla scuola Normale di Pisa. Siamo alla fine degli anni Novanta e Guarente, in qualità di sindaco, è titolato ad esprimere un voto per la nomina del presidente dell'Autorità portuale. Sentendosi in minoranza anticipa tutti gli altri componenti e riusce a far nominare commissario Bruno Lenzi dal ministero. Un colpo che gli valse il soprannome di “mosca cocchiera” da parte del sindaco di Livorno Gianfranco Lamberti. Un soprannome che lo faceva sorridere e di cui sotto sotto era molto orgoglioso.

Sabato 4 novembre alle 13,30 Guarente è salito per l’ultima volta sulla nave che lo ha riportato a casa, in Capraia. Ad accompagnarlo la moglie Pia, i figli Valentina e Tiberio, ex giocatore di serie A. Ad attenderlo, sulla banchina, tutta l’isola.  A partire dalle 17 – spiegano dal Comune – sarà aperta la camera ardente nella chiesa del Sacro Cuore di San Nicola. Domenica, invece, sono previsti i funerali alle 11. Per questo la nave anticiperà la partenza da Livorno alle 8 per permettere a chi lo vorrà di partecipare alla cerimonia, salutare Gaetano e poi ripartire alle 12,15.
 

L'intervista a Gaetano Gaurente prima delle ultime elezioni:

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