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Bimba di un mese muore soffocata, i familiari: «Un dolore indescrivibile»

Livorno, nella serata di sabato 28 ottobre il malore a casa dei genitori, poi il trasferimento al Santa Chiara di Pisa. Disposta l’autopsia per capire le cause del decesso della piccola Adele

LIVORNO . Venerdì 27 ottobre era un giorno felice a casa De Memme, un appartamento nel cuore del quartiere Coteto. C’erano da festeggiare la piccola Adele, nata il 27 settembre scorso e babbo Mirco, che due giorni prima aveva compiuto trentadue anni. I pianti della bambina e qualche guaito dei tre cani di famiglia sono stati la colonna sonora della gioia. Scriveva di prima mattina mamma Erika sul proprio profilo Facebook senza riuscire a trattenere l’emozione: «Un mese di te, di me, di noi e tanto...taaaaaaanto pelo. La nostra – aggiungeva – non è una famiglia, è un branco sconquassato». Poi il disegno di un cuore e la dedica: «Buon complimese polpetta».

Ventiquattro ore più tardi, in quella stessa abitazione al numero uno di via Umbria, i sorrisi, la fiducia nel futuro e la spensieratezza che accarezza la felicità, si sono trasformati prima in paura, poi in angoscia mista a impotenza, infine in tutto il dolore dell’universo per un padre e una madre. Il cuore di Adele ha smesso di battere alle 5 di domenica mattina nel reparto di terapia intensiva all’interno del dipartimento di neonatologia dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. La piccola era arrivata circa sette ore prima nella struttura universitaria dopo essere passata dall’ospedale di Livorno quando le sue condizioni erano già disperate. L’allarme «per una neonata in crisi cardiorespiratoria», era partito dalla centrale del 118 intorno alle 20,38 di sabato. A chiamare l’emergenza i genitori della bambina.

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Secondo una prima ricostruzione ancora da confermare, la piccola avrebbe avuto un rigurgito (ab ingestis in termine tecnico) avvenuto dopo aver mangiato che ha poi innescato la crisi respiratoria. Sono stati i volontari della Misericordia di via Verdi con il medico i primi ad arrivare all’interno dell’appartamento. «La situazione era già molto compromessa», racconta chi è intervenuto. Ecco perché la neonata è stata trasportata in codice rosso al pronto soccorso di Livorno dove le è stata somministrata una dose di adrenalina e sottoposta a un massaggio cardiaco.

È in questo quadro clinico che molto probabilmente i medici del reparto di pediatria di Livorno hanno pensato che se la piccola poteva avere una possibilità di salvarsi l’unica possibilità era quella di un trasferimento al Santa Chiara. Purtroppo – come spiega il responsabile del reparto – «nonostante i tentativi è stato tutto inutile». Troppo gravi i danni subiti da un organismo tanto debole per superare una crisi simili. «Quando la piccola è arrivata a Pisa – raccontano – era atonica, senza riflessi e con un battito cardiaco non regolare». Per cercare di capire che cosa abbia provocato il decesso di Adele, è stato già disposto l’esame diagnostico sulla bambina, una sorta di autopsia chiesta dall’ospedale, mentre per il momento la Procura non ha ancora ricevuto nessun atto e dunque, ad oggi non c’è un fascicolo penale aperto.

Impossibile descrivere o raccontare il dolore dei genitori, Mirco De Memme ed Erika Longaretti. E nemmeno quello di tutta la famiglia, a cominciare dalla zia della bambina, la campionessa di nuoto Martina. «Quello che stanno passando è indescrivibile», raccontano i pochi amici che hanno appena la forza di parlare. Difficile per il momento capire quando potrebbero esserci i funerali della piccola. Molto infatti dipenderà dalla scelta della Procura di Pisa sul fare o meno degli accertamenti anche in seguito ad un eventuale esposto che la famiglia potrebbe presentare.

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