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Rotonda intitolata a Ciampi: i 5 Stelle frenano Nogarin

Livorno, si chiede alla giunta di ritirare la delibera e presentarla alla discussione in consiglio comunale

LIVORNO. Difficile immaginare alla vigilia quello che sarebbe accaduto ieri in consiglio comunale. I rappresentanti di quattro forze politiche, compreso il Movimento 5 Stelle, che governa la città, hanno chiesto al sindaco di ritirare la delibera appena approvata dalla stessa giunta pentastellata per intitolare la Rotonda di Ardenza a Carlo Azeglio Ciampi.

Un livornese che «nell’espletamento dei suoi numerosi incarichi istituzionali ha sempre mantenuto un legame speciale con la sua città natale». Un livornese che, «in particolare come presidente della Repubblica», con «il suo prestigio e la sua autorevolezza ha dato impulso positivo all’immagine della città», come si legge in quella delibera ora finita clamorosamente nel mirino degli stessi pentastellati.

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Ad aprire il fronte è stato il consigliere Edoardo Marchetti, uscito dal gruppo M5S (ma rimasto comunque in maggioranza) dopo lo sbarco di Gianni Lemmetti a Roma: «Questa decisione presa dalla giunta – prende la parola – non mi trova d’accordo…». Perché? Riferendosi a Ciampi, Marchetti parla di «molte luci e molte ombre». «Per quanto possa essere un illustre livornese – ripeterà poi anche a margine – i lavoratori hanno subìto l’introduzione della concertazione nel ’93 perdendo potere contrattuale. Molte aziende pubbliche dello Stato negli anni in cui era al governo sono state privatizzate. È stato uno degli artefici dell’ingresso dell’Italia nell’euro. Ha reintrodotto la parata militare». Così chiude: «Auspico che la giunta ritiri la delibera, serve un segnale politico chiaro. Nel caso non lo faccia, proporrò io una delibera al consiglio per l’annullamento dell’intitolazione».

A sorpresa a prendere la parola subito dopo è il capogruppo M5S, Marco Galigani, che pronuncia queste parole: «Condivido la richiesta del consigliere Marchetti, chiedo anch’io che possa essere ritirata la delibera ed eventualmente portata in commissione per la discussione». Galigani sarà più esplicito poco dopo, a margine del dibattito: «Abbiamo molti dubbi sull’opportunità di intitolare la Rotonda a Carlo Azeglio Ciampi. I dubbi, almeno i miei, non sono sul presidente, ma sull’uomo delle banche. Vediamo ora cosa decide la giunta…».

Eppure proprio la giunta a Cinque Stelle ha usato parole molto diverse quando nella delibera ha ad esempio sottolineato di voler intitolare a Ciampi uno dei luoghi più belli di Livorno «non solo per le sue alte doti di senso civico e morale e di grande equilibrio, ma anche per il profondo e affettuoso attaccamento alle radici livornesi».

Stessa linea di chi lo ha preceduto tiene l’ex grillino Giuseppe Grillotti (Livorno libera): «Chiedo anch’io che venga ritirata». Marco Bruciati (Buongiorno) se ne esce con questa battuta: «Ciampi sì, ma Piero».

E Filippo Nogarin? Finisce in un evidente imbarazzo politico. Dalla saletta accanto al consiglio ammette che «no, sinceramente non me lo aspettavo». Ma cerca di gettare acqua sul fuoco: «Il mio gruppo chiede di portare in consiglio il dibattito, ne prendo atto, ci mancherebbe altro».

Poi, via Facebook: «Io sono convinto che la città di Livorno debba dedicare un luogo a Carlo Azeglio Ciampi. Se come giunta abbiamo deciso di muoverci in questa direzione non è sulla base di un giudizio politico basato su quanto fatto dall’ex presidente della Repubblica nel corso della sua vita. Si tratta piuttosto di un riconoscimento all’uomo che, nonostante sia giunto a ricoprire la più alta carica dello Stato repubblicano, è sempre rimasto legato alla sua città natale, tanto da venire a visitarla ogni volta che era possibile».

E ancora: «Io sono il primo ad essere scettico a proposito di alcune scelte politiche compiute da Ciampi nel corso della sua vita, ma questo non mi impedisce di ritenere doveroso dedicargli un luogo della sua città. Evidentemente però la mia impostazione non è la stessa di alcuni consiglieri, compresi quelli di maggioranza».

Per chiudere così: «Nessun problema: come sempre accaduto negli ultimi tre anni e mezzo, siamo pronti ad affrontare la questione in consiglio comunale. Se dovesse esprimersi in maniera opposta rispetto a quanto fatto dalla giunta, non esiterò a ripensare la mia decisione».


 

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