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È ufficiale: sospensione delle tasse per chi ha perso la casa o l’azienda

È entrato in extremis (con qualche paradosso) nel decreto fiscale varato dal consiglio dei ministri Il provvedimento riguarda non soltanto Livorno ma anche i territori di Collesalvetti e Rosignano  

LIVORNO. Nel decreto fiscale il provvedimento per Livorno c’è: come anticipato dal Tirreno, nella seduta di ieri mattina il consiglio dei ministri ha dato il via libera alla sospensione delle scadenze relative ai pagamenti e agli adempimenti tributari per venire incontro agli alluvionati.

In realtà, il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi non fa riferimento a questa misura che riguarda anche Rosignano e Collesalvetti ma una conferma autorevole dell’inserimento dei cinque punti di un articolo dedicato a Livorno arriva da un’esponente del governo: prima con un post su Facebook e poi con una dichiarazione agli organi di informazione, la sottosegretaria all’ambiente Silvia Velo ha ribadito che lo stop alle tasse sarà per «le persone fisiche residenti e le imprese che hanno sede legale a Livorno e negli altri Comuni colpiti dall’alluvione del 9-10 settembre, cioè Rosignano Marittimo e Collesalvetti».

Questa è la cornice, restano però da definire i dettagli: a cominciare – e non è poco – da mettere nero su bianco chi, al di là del fatto di avere come requisito minimo generalizzato la residenza o la sede aziendale nei territori comunali di Livorno, Colle e Rosignano, avrà effettivamente diritto al beneficio di vedersi sospendere quanto va complessivamente sotto la definizione generica di «versamenti e adempimenti fiscali».

È la stessa sottosegretaria a precisarlo nel proprio intervento: spiega che, nel giuridichese di Palazzo Chigi, si tratta di un “decreto salvo intese”, dunque «su cui è ancora possibile apportare modifiche». Dipende dal fatto che stiamo parlando di una «disposizione per la quale ora, con la legge di bilancio che verrà discussa a partire da lunedì prossimo, dovranno essere trovate le coperture finanziarie». Gli addetti ai lavori sottolineano che per adesso è importante che il provvedimento per Livorno sia stato infilato nel decreto fiscale. È la possibilità di riprendere fiato dopo la mazzata dell’apocalisse di fango: sia chiaro, però, che “sospensione” non significa “cancellazione”. Tradotto: le tasse sospese bisogna poi pagarle, e questo “poi” dovrebbe essere comunque la metà del mese di ottobre del prossimo anno.

A dire il vero, comunque c’è già adesso qualcosa di un po’ più dettagliato: sta nella parte riservata della bozza che al Tirreno risulta esser finita sul tavolo dei consiglio dei ministri. Ad esempio, per dirne una: là dove si dettaglia quale perimetro abbiano i “versamenti e adempimenti tributari” viene precisato che sono «inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione» (cioè le cartelle di Equitalia, per intenderci). Ad esempio, per dirne un’altra: là dove si conferma l’altra metà della nostra anticipazione e si puntualizza che le tasse vanno nel freezer per circa un anno, segnatamente nel «periodo compreso fra il 9 settembre 2017 e il 30 settembre 2018».

Non è tutto. Nella bozza riservata esaminata ieri mattina dai ministri si specifica anche che la sospensione non vale per «le ritenute che devono essere operate e versate dai sostituti d’imposta» (salvo il fatto che non c’è punibilità se il mancato adempimento è per cause di forza maggiore). Ma è soprattutto la formulazione del quinto punto dell’articolato a lasciare qualche dubbio sul fatto che possa essere questo il testo definitivo. Colpa del fatto che l’articolo riguardante Livorno è stato inserito in extremis in un decreto che aveva già iniziato in precedenza il proprio iter: a quanto è dato sapere, Velo ne ha fatto segnalazione al ministro per i rapporti con il Parlamento.

«Limitatamente al Comune di Livorno», la sospensione del pagamento delle tasse – viene indicato al quinto punto nella bozza riservata – è «subordinata alla richiesta del contribuente che dichiari l’inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda» (che va trasmessa agli uffici dell’Agenzia delle Entrate). Dunque, non si tratta di una sospensione generalizzata per qualunque famiglia o qualsiasi azienda abbia residenza o sede a Livorno, Collesalvetti e Rosignano. Bisogna aver sostanzialmente perso tutto, e niente certifica oggettivamente questo “tutto” meglio del fatto di avere inagibile la casa, l’ufficio o la ditta. Dunque, sembra di capire che non valga per chi ha il garage devastato o ha la propria auto finita in mare o comunque definitivamente ko.

Ma, ripetiamo, si tratta di una bozza ancora da trasformare in provvedimento definitivo. Ovviamente tutto dipende da quante risorse potranno essere ritagliate dalla legge di bilancio per questo provvedimento. Che una riscrittura del testo sia probabile lo si vede dall’esigenza di mettere una pezza sul paradosso

creato proprio da quest’ultimo punto: il requisito dell’inagibilità dell’abitazione o dell’azienda vale «limitatamente al Comune di Livorno» e a Rosignano e Collesalvetti no? Eppure è a Livorno che l’alluvione ha colpito più duramente, come attesta il bilancio dei morti (e dei danni).

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