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Le professioni introvabili? Noi ce le formiamo. Il successo delle scuole Its - Video

Le professioni introvabili? Noi ce le formiamo. Il successo delle scuole Its - Video

In molti settori non si riescono a reperire figure qualificate. La soluzione? I corsi post diploma Its. L’assunzione al 90%

Istituti tecnici superiori: il 90% degli studenti poi trova lavora Esistono scuole che formano gli under 30 sulla base delle esigenze delle imprese. Si chiamano Istituti tecnici superiori (Its) e il 90% di quelli che escono da questi corsi trova lavoro nel settore di sua competenza. In Toscana le lezioni si concentrano su 7 settori differenti: dalla meccanica all'arte, dall'energia al farmaceutico; passando per il cibo, la moda e i trasporti (Video a cura di Yuri Rosati) - TOSCANA ECONOMIA: MERCOLEDì 11 OTTOBRE IN EDICOLA INSERTO DI 24 PAGINELO SPECIALE

C’è un’isola felice in cui la disoccupazione giovanile praticamente non esiste. C’è un solo problema: l’accesso all’isola è riservato a pochi. Spesso 20-25 persone non di più. In Toscana esistono sette fondazioni che si occupano di corsi Its, scuole di alta specializzazione post diploma a cui si possono iscrivere, almeno finora, giovani che non abbiano ancora compiuto 30 anni. Il segreto? È tutto nel board. Le fondazioni hanno al loro interno gli imprenditori che istituiscono i corsi per formare solo i lavoratori di cui hanno bisogno nelle loro aziende o in quelle delle associazioni che rappresentano e quindi il 90% degli studenti che frequentano i corsi trova un lavoro a tempo di record. In alcuni casi, come quello del corso di pelletteria, le aziende si contendono gli studenti scegliendoli già durante i primi momenti dello stage.

STUDENTI IN PIAZZA CONTRO L'ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

Le lezioni pratiche del resto sono il fiore all’occhiello di questi corsi che prevedono una fortissima presenza all’interno delle aziende e il 50% delle lezioni tenute da imprenditori o manager. Dal nautico, all’alimentare passando per l’agricoltura e fino ai meccanici c’è l’imbarazzo della scelta. Ogni città, di fatto, ha un proprio corso legato al sistema economico e collaborano con le maggiori aziende che si contendono i giovani diplomati super specializzati grazie ai contributi, tra gli altri, di Regione Toscana e Unione europea. Da General Electric a Gucci, passando per Patrizia Pepe e Balenciaga fino a Leonardo Beta Motor o Kedrion per il farmaceutico, scelgono per i loro tecnici o periti da questo vivaio che permette di avere in prova durante i sei mesi dello stage i ragazzi che imparano direttamente quello che serve loro. Professionalità che non si trovano più e che un tempo erano appannaggio di periti con un’azianità aziendale di almeno 15 anni o che sono così nuove – e interdisciplinari – da non essere ancora presenti nel mercato del lavoro.

Massimiliano Guerrini è il presidente di Mita, la scuola per la moda istituita a Scandicci, alle porte di Firenze. Titolare di Almax, 150 dipendenti, è una delle aziende della cintura fiorentina che produce borse e accessori di pelletteria per le grandi case, da Dior a Saint Laurent, a Fendi. «Il 90% dei ragazzi trova lavoro già durante lo stage», racconta. «Li prepariamo per diventare lavoratori completi. Un tempo si entrava giovanissimi in azienda e si faceva un po’ di tutto e in caso di necessità c’era una conoscenza a 360 gradi. Adesso non è più possibile senza contare che il lavoro è sempre più complesso e molte case di moda stanno rientrando in Italia dopo un lungo periodo trascorso a produrre all’estero. Oggi, tra l’altro, per fare 10 borse servono molte più persone rispetto al passato. Ci rubiamo i tecnici specializzati l’uno con l’altro e quindi se per gli stage arrivano ragazzi in gamba non ce li facciamo scappare».

Una situazione, garantisce Guerrini che vale per la moda ma anche per gli altri settori. Nel farmaceutico le multinazionali producono medicinali complessi e ogni tecnico ha l’esigenza di conoscere perfettamente vari passaggi. E’ chiaro che una formazione dedicata e calibrata sulle esigenze specifiche a costo zero è allettante tantopiù se si deve far fronte a continue necessità di personale. Idem per settori come l’energia e l’ambiente. «Noi prepariamo tecnici e periti con una formazione che non si trova sul mercato», racconta Teresa Basilico, direttrice dell’Its dedicato ai sistemi dell’impiantistica, delle energie rinnovabili e dell’efficientamente energetico sia civile sia industriale. «Si tratta di figure richieste dalle maggiori aziende toscane - racconta - che sono capaci di tenere insieme varie conoscenze soprattutto per quanto riguarda il risparmio energetico».

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Anche per il settore meccanico l’interesse non è minore. «Le aziende - interviene Mirko Del Grande - direttore del Its Prime - hanno bisogno di figure intermedie tra gli operai specializzati e i manager: si tratta di tecnici per l’innovazione dei processi meccanici, di informatici industriali. La nostra percentuale di occupabilità è del 90%: un risultato possibile perché andiamo a sopperire alle carenze delle scuole superiori che non danno una preparazione pratica con competenze che servono per il lavoro e l’università che in Italia è più attenta alla ricerca».

Tra i corsi di successo ci sono quelli di Eat che, come suggerisce il nome della fondazione, si occupa della preparazione di tecnici da adibire al comparto del food e della filiera agricola. «Il 30 ottobre - racconta Paola Parmeggiani - partiamo con un corso di Farmer 4.0 per cui abbiamo già la richiesta dell’azienda Bonifiche Ferraresi che deve implementare la propria produzione nella sede di Cortona. Ma per ogni corso ci rendiamo conto che le esigenze delle aziende, dalle più grandi alle più piccole, sono molte e che i nostri ragazzi non hanno difficoltà a rimanere all’interno delle aziende in cui hanno fatto lo stage».
 

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