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Giovane livornese morto per overdose: arrestato lo spacciatore - Le accuse

Livorno, è un 18enne tunisino coinvolto anche nella rissa di quest'estate in piazza Cavour: fu lui a prendere i rivali a bottigliate

LIVORNO. La ricostruzione è sconvolgente sia per l’età sia per il coinvolgimento in due episodi che, negli ultimi mesi, hanno toccato e scosso la nostra città. A vendere la droga a un giovane livornese morto per overdose 24 ore dopo l’acquisto della dose di cocaina, una tragedia che risale a inizio anno, fu infatti un ragazzo tunisino di soli 18 anni, all’epoca maggiorenne da appena un mese: l’indagine della polizia era partita per l’ipotesi di morte in conseguenza di altro reato, ma l’autopsia sul giovane deceduto ha accertato la presenza nel corpo non solo della cocaina ma anche del metadone non venduto dal 18enne, pertanto il livornese è morto per questo “cocktail” e quindi l’accusa nei confronti del tunisino che ha venduto la droga è solo quella di spaccio, tra l’altro in concorso perché sorpreso insieme a un connazionale. E lo stesso ragazzino, secondo quanto comunicato dalla questura, è anche uno degli stranieri protagonisti della rissa scoppiata in piazza Cavour, nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 agosto, e filmata da un residente della zona: fu proprio lui a colpire uno dei “rivali”, un marocchino di 24 anni, con una bottiglia di vetro.

A finire nei guai è stato Ahmed Chouchoui, conosciuto negli ambienti come “Ryen”: è stato arrestato dai poliziotti martedì scorso, mentre era sul viale della Libertà insieme alla sua fidanzata livornese. Inizialmente ha fornito delle generalità false agli agenti, che lo avevano fermato anche nei giorni precedenti. «Ha usato subito un alias palestinese - fanno sapere dalla questura - come aveva già fatto in passato e come fanno spesso molti tunisini, visto che il rimpatrio in Palestina è più difficile rispetto a quello in Tunisia: ormai lo sanno anche loro». In tasca aveva un libretto del Corano, mentre la successiva perquisizione nella sua abitazione ha permesso di rinvenire - e sequestrare - sei palline con 3 grammi di cocaina e altri 2 grammi di hashish.

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È stato arrestato con l’accusa di spaccio in concorso, visto il coinvolgimento del 25enne tunisino Yassine Ammar, anche lui in carcere per lo stesso reato. Per la rissa in piazza Cavour, invece, Chouchoui è stato denunciato per lesioni personali gravi: in questo caso, non essendo la prognosi del ferito superiore ai 30 giorni, non sono scattate misure cautelari. Si tratta comunque di due procedimenti diversi, il primo sulla droga coordinato dalla pm Fiorenza Marrara e il secondo sul caos in centro dal collega Giuseppe Rizzo.

«Siamo riusciti a ricostruire che il18enne spacciatore era il fornitore abituale del giovane livornese morto alcuni mesi fa - spiega Salvatore Blasco, il capo della squadra mobile - tra i due, come confermano anche i tabulati telefonici, c’era un contatto continuo. Chouchoui e Ammar stavano diventando due figure di primo piano del piccolo spaccio in città e siamo soddisfatti per aver concluso in modo positivo un’indagine così lunga e complessa, iniziata tempo fa con il decesso del giovane. Sulla rissa di piazza Cavour, comunque, sono ancora in corso ulteriori accertamenti per identificare tutte le persone coinvolte in un episodio molto grave, che ha avuto un impatto mediatico anche nazionale».
 

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