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Trova il posto per disabili occupato, parcheggia in doppia fila e viene multato

Livorno, la rabbia del padre di un disabile: «Vigile senza cuore, una beffa esser stato considerato un furbetto»

LIVORNO. «Non so proprio come abbia fatto quel vigile urbano a credere che fossi un furbetto che lascia la macchina in doppia fila: ha visto che mio figlio ha una grave invalidità, ha visto che era occupato il posto riservato agli invalidi in cui contavo di parcheggiare, ha visto che la gente dei negozi tutt’attorno stava spiegando anche con foga che mi lasciassero in pace. Eppure mi ha fatto la multa come se fossi uno di quelli che lasciano l’auto dove capita. Ma non è tanto la multa a farmi male, e non è nemmeno il paradosso di non vedermi riconosciuto in quel momento il diritto a parcheggiare in quello spazio così vitale per chi non può camminare. No, è il modo con cui me l’ha appioppata: me ne sono andato perché la situazione potesse degenrare ma è stata una ingiustizia bella e buona». Mario Migliacci racconta quel che gli è capitato poco prima – alle 11 del mattino di ieri – in via Roma, non lontano dall’Attias. A lui e a suo figlio Jonathan: ha 42 anni ma deve seguirlo ogni momento da quel giorno della fine del maggio 2011. Nel cuore della notte, la fine del turno in Darsena Toscana, lo troveranno sull’asfalto privo di conoscenza e senza che nessun testimone possa raccontare chi, cosa e come è avvenuto l’incidente.

Solo dopo lunghissime cure la sua grinta di lottatore lo fa uscire dal coma per iniziare a riprendersi la vita. Resta però il problema che a tutt’oggi il giovane non riesce a stare in posizione eretta e dunque il padre deve sostenerlo appoggiandolo alla propria spalla momento per momento. «Compreso quando ieri mattina siamo scesi dalla macchina, dopo – ammette il padre – aver parcheggiato un po’ così davanti al negozio specializzato: semplicemente perché nel posto disabili c’era un’auto che non avrebbe dovuto esserci».



Migliacci racconta che «erano presenti cinque vigili ma uno solo mi ha trattato in questo modo ingiusto, senza cuore: gli altri forse non volevano partecipare a questa ingiustizia, anzi uno sembrava commosso e ha cercato di dirmi una parola di incoraggiamento. A ciò si aggiunga che nella multa quel vigile non ha neanche scritto che era ben visibile sull’auto il contrassegno invalidi».

Di fronte alla segnalazione di questo racconto da parte del cronista, il comando della polizia municipale risponde che «cercheremo di ricostruire con chiarezza la vicenda ascoltando anche il resoconto degli agenti». Aggiungendo poi: «Ogni altra dichiarazione sarebbe prematura».

 

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