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I residenti di Salviano: «C’è ancora il rischio che il fiume esondi»

Livorno, petizione di 539 abitanti, chiedono che la strada sia chiusa alle auto.  «Questione di salute pubblica, se ne parlerà in consiglio»

LIVORNO. Cinquecentotrentanove firme. Raccolte, protocollate e destinate al sindaco Filippo Nogarin. Si chiede al primo cittadino la chiusura del tratto di strada di via di Salviano, tra via dei Pelaghi e via della Valle Benedetta per ragioni di sicurezza e salute pubblica. «I firmatari di questa petizione non solo i residenti del quartiere, ma anche cittadini di altre zone che transitano da qui e conoscono bene i nostri problemi, che si sono aggravati dopo l’alluvione del 10 settembre: abbiamo paura che il fiume esondi di nuovo se non si fanno interventi mirati», a fare da amplificatore all’iniziativa “dal basso” è Sandra Borrelli.

TUTELARE SICUREZZA E SALUTE. «Per tutelare la sicurezza dei residenti, nonché di tutti coloro che non lo sono ma che da qui circolano, chiediamo la permanenza della chiusura al traffico di via di Salviano, nel tratto di strada compreso tra via dei pelaghi e via della Valle Benedetta, fino alla realizzazione da parte degli enti competenti di misure, opere e interventi strutturali per la messa in sicurezza del territorio tutto: se l’esondazione fosse avvenuta di giorno sarebbe stata molto più tragica», Borrelli, anche a nome degli altri firmatari, spiega le motivazioni. Ad oggi, dopo il nubifragio e il conseguente danneggiamento di molte abitazioni, case, crollo di muri, delle barriere protettive del ponte la strada è ancora chiusa. Martedì, ad un mese esatto dall’alluvione, dovrebbe essere riaperta. È proprio questo che non vogliono i residenti.

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I DATI ARPAT. «Noi residenti siamo stufi di non essere tutelati: abbiamo superato le 500 firme lo statuto comunale prevede che l’argomento debba essere messo all’ordine del giorno del consiglio comunale», continua. Accanto alla questione sicurezza, i residenti pensano alla salute. «Lo smistamento del traffico verso le vie adiacenti risolverebbe l’annoso problema dell’inquinamento atmosferico e acustico di cui soffre chi abita lungo via di Salviano e dovuto ad un passaggio di auto che registra picchi anche di 20mila mezzi al giorno», va nei dettagli. In mano ha il resoconto delle recenti analisi fatte in loco da Arpat ad aprile. «Arpat le ha fatte su richiesta dell’ufficio Ambiente che noi abbiamo sollecitato: i dati confermano le nostre preoccupazioni». Nel testo della petizione si sottolinea quanto un afflusso di traffico sproporzionato, trattandosi di una vecchia strada di campagna, costituisce un serio pericolo per la salute dei residenti, derivante dallo smog.

COSA CHIEDIAMO. I residenti ricordano all’amministrazione gli interventi da fare per evitare prossimi allagamenti. Si chiede il completamento del rio Cigna con riesame dei progetti; il rifacimento del ponte tra via del Giaggiolo e via della Valle Benedetta, come previsto dagli studi idrogeologici di messa in sicurezza del rio Maggiore, a monte, e previsti in cambio dell’edificazione del Nuovo Centro, a valle. “Il ponte presenta una luce troppo piccola rispetto alla portata del fiume”, si legge. Si chiede di abbassare la soglia di fondo nel ponte sulla via di Salviano, che necessita di essere allargato. “Ha retto, ma è stato gravemente danneggiato: è fondamentale la pulizia del corso dei fiumi e lo smaltimento dei cumuli di detriti che ancora ci sono sulle sponde”, chiude la petizione.
 

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