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Figli a capo di aziende, Fabio: Quando la mamma inventò una scusa per lasciarmi solo

Figli a capo di aziende, Fabio: "Quando la mamma inventò una scusa per lasciarmi solo"

Montecatini: Fabio Cenni, della dimora storica "Ercolini & Savi", ci racconta come è arrivato a guidare l'attività

MONTECATINI. Il copriletto in tessuto o il copripiumino di piuma d’oca. Il cameriere rapido, efficiente, ligio al lavoro, testa bassa e pedalare. Oppure il cameriere anfitrione, più oste che servitore, quasi un istrione tra il buffet e i tavoli. Sembra di vederli Luciana Armento e Fabio Cenni, madre e figlio albergatori, terza e quarta generazione in un luogo simbolo in Toscana (e non solo) dell’hotellerie e dell’accoglienza, Montecatini Terme. Mai però mettere il dito quando le idee non coincidono, e le decisioni non sono del tutto condivise, almeno all’inizio. Confronti accesi. E alla fine ha vinto il più giovane (sui copripiumini e sul cameriere anfitrione), 41 anni e laurea in Economia aziendale a Firenze, moglie e due figli, dal 2015 pure presidente locale di Assohotel, sindacato di settore nella galassia Confesercenti.

Il loro Ercolini & Savi è dimora storica (fondata a inizio’900) e tra le più prestigiose della città, passata da 3 a 4 stelle con una ristrutturazione nel 1994, 81 camere e 150 posti letto. Luciana Armento, 74 anni, praticamente da sempre vive in una stanza all’ultimo piano (il quarto) dell’hotel in via San Martino, pieno centro: «Così riesce a darmi il cambio la mattina presto e la sera tardi, e io posso tornare a casa dalla mia famiglia – spiega il figlio, che abita a Prato – durante il giorno mia madre si riposa e non è certo una presenza ingombrante. E poi da 6 anni a questa parte quasi tutti i suoi sforzi sono concentrati sul reparto cucina e sul ristorante (La pecora nera, ndr ) che abbiamo aperto proprio di fianco all’albergo. Ci crede se le dico che non conosce neppure quanto costano le camere? Insomma, ci siamo divisi i compiti».

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Ma non sempre è stato così. Mica è semplice disinteressarsi d’un colpo del gioiello che hai lucidato una vita, è una cosa di famiglia. «Da lei a me possiamo dire che è stato un passaggio di consegne abbastanza fluido e perlopiù sereno, che come dicevo ancora non si è completato, avvenuto piano piano nel tempo – sottolinea Fabio Cenni – in pratica da quando ho 7 anni frequento l’hotel, e a 17 ho iniziato proprio a viverci dentro. Da quel momento ho anche imparato a tenere i conti, ad avere sotto controllo tutte le uscite e le entrate. Ma è dopo la laurea che mi sono occupato in pianta stabile e a tempo pieno dell’hotel, naturalmente sotto il controllo e l’esperienza di mia madre».

Briefing simbolo nella preparazione all’incarico futuro: Luciana e Fabio si presentano insieme alle riunioni con i tour operator, trattano su prezzi, sistemazioni, servizi da offrire ai clienti. Costruiscono un pacchetto turistico. Dopo più o meno 3 anni Luciana inventa una scusa, si fa da parte, e Fabio dai tour operator ci va da solo. «Magari ha visto che non facevo troppi danni», afferma sottovoce accomodato in una poltroncina della sala bar, la madre pur si aggira ai piani superiori. Un testimone che cambia di mano con traumi contenuti, favorito dalle rivoluzioni capaci di trasformare un settore che galoppa. I termalisti prima (due generazioni orsono), quindi i grupponi dal continente, poi gli arrivi individuali e i nuovi mercati dell’Est Europa. Dalla pensione completa (e i 9 lavoratori in sala) degli anni’80, alla formula bed and breakfast in voga oggi (e ai 16 dipendenti diretti, tra hotel e ristorante, più 7 persone ai piani ma fornite da un’azienda esterna). Va in pensione l’elegante nell’aspetto ma muto portiere di notte, adesso giovani con sorriso guai se non radioso e padronanza delle lingue, 24 ore su 24. «Negli ultimi anni è stato necessario concentrarsi soprattutto sulla parte commerciale, su internet, i social, la reputazione in rete (gli osannati feedback, le recensioni, ndr ), cose che mia madre non è in grado di fare – riprende l’albergatore – dal 2013 per esempio il listino prezzi fisso non esiste più, le fiere dove presentare il prodotto albergo sono un retaggio superato del passato. Oggi il costo giornaliero di una camera lo fa l’oscillazione tra domanda e offerta in quel preciso momento, e quindi tutti i giorni devono essere decise delle variazioni, anche minime, sulle tariffe. Questo è il primo compito che ho ogni mattina, tutte le mattine». Frizioni certo, tra madre e figlio, qualche rimbrotto e vivaci discussioni. Gli sbagli e le incertezze di un mestiere da insegnare e che va appreso alla svelta.

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