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l'appello lanciato dal tirreno

Bimbi motosi e università, la denuncia dello studente universitario: «Nessun aiuto da Pisa»

Livorno: la storia di Valerio Dainelli, 19 anni, che ha perso tutto nella tragica alluvione e non è riuscito a partecipare al bando per le agevolazioni

LIVORNO. Sorpresa amara per i “bimbi motosi”. La Regione Toscana al momento non ha previsto niente per andare incontro al diritto allo studio universitario di quei ragazzi livornesi che hanno perso tutto nell’alluvione del 10 settembre. A scoprirlo è stato Valerio Dainelli, bimbo motoso “al quadrato”, che ha spalato tanto fango nei giorni dopo il nubifragio e lo ha spalato principalmente da casa sua, in via Pacinotti 52 ad Ardenza, distrutta, anzi, devastata dalla catastrofe.

La casa di Valerio devastata...
La casa di Valerio devastata dall'alluvione


Valerio è una di quelle persone vive per miracolo. La madre Lisa, che vive al nord da diversi anni, ce lo ha ripetuto più volte: «Lui, suo padre e sua nonna hanno rischiato di morire in pochi istanti e hanno perso tutto. Tutto». Non a caso Valerio, 19 anni, da venti giorni vive in un alloggio di fortuna temporaneo, messo a disposizione dal Comune di Livorno al Calambrone. E insieme alle sventure portate dal maltempo, su di lui si stanno iniziando ad abbattere anche quelle burocratiche, tipiche di chi subisce una catastrofe imprevista. Nel suo caso, la domanda per la borsa di studio e per la mensa gratuita al Dsu Toscana (Azienda regionale per il diritto allo studio della Toscana) scadeva il 15 settembre (quattro giorni dopo la sciagura) e non è stata prevista nessuna proroga per gli aventi diritto colpiti dall’alluvione. Il controsenso kafkiano scaturisce dal fatto che il Dsu, ente pubblico che su parametri nazionali dovrebbe garantire il diritto allo studio, fa capo alla regione Toscana, il cui governatore Enrico Rossi è anche il commissario straordinario per l’alluvione di Livorno.

Nubifragio Livorno, la città si sveglia con le pale in mano "Sono molti i volontari che si sono recati nelle zone più critiche per dare una mano - racconta l'inviato di Repubblica Michele Bocci - Intanto la Procura ha messo i sigilli alla villetta dove sono morte quattro persone appartenenti a una famiglia. L'unica sopravvissuta, una bimba piccola, si trova al sicuro con la nonna materna". Sul fronte politico, procede invece lo scontro sul livello di allerta diramato per domenica: il sindaco Filippo Nogarin, da un lato, sostiene che per prendere certe precauzione avrebbe dovuto essere "rosso", mentre la regione difende, con il governatore Enrico Rossi, la scelta di aver comunicato l'arancioneVideo di Andrea Lattanzi


Ma ricostruiamo con ordine la vicenda. Dainelli si diploma all’Iti a giugno con profitto, decide di fare il test d’ingresso alla facoltà di medicina e intanto inizia a frequentare il corso di “Scienze naturali”. Nei suoi progetti c’è quello di presentare, entro la metà di settembre, una documentazione per richiedere una agevolazione per “reddito”. Ma alle prime luci di domenica 10 un torrente di acqua e fango gli piomba in casa sottraendo a lui e ai suoi cari ogni bene, ogni ricordo. «Lo ammetto, nei giorni dell’alluvione non ho pensato all’università - racconta Valerio - ho cercato solo di lavorare per recuperare qualcosa dalla nostra abitazione e, alla fine, non ho recuperato niente». Valerio si presenta nei giorni successivi a Pisa, alla sede del Dsu, dove gli fanno notare che il bando è chiuso. L’iscrizione doveva essere fatta online: è una procedura telematica regolata da un software, non prevede iscrizione tramite impiegati allo sportello e quindi è escluso. Lo stupore del ragazzo sta nello scoprire che la stessa Regione Toscana non ha previsto, almeno per il momento, nessun tipo di agevolazione per chi ha perso tutto nell’alluvione, cosa che invece fu disposta negli anni precedenti per gli studenti terremotati). Dal Dsu ci fanno capire che la questione è delicata e che non è una problematica che il ragazzo avrebbe potuto risolvere, comunque, in una mattinata allo sportello.

Sul fatto che non siano stati previsti interventi straordinari per i “bimbi motosi”, il provvedimento non rientra nei poteri del Dsu ma della Regione, che delibera e detta le linee guida di comportamento. «Com’è possibile - si chiede Valerio - che non siano stati previsti dalla legge casi come il mio che non ho più niente?». La domanda è per il commissario straordinario per l’alluvione di Livorno, il governatore della Toscana Enrico Rossi.
 

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