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Sostituita da un pc e stagista senior: ora non ha più nulla

Sostituita da un pc e stagista senior: ora non ha più nulla

GLI SFRUTTATI IN TOSCANA. Lucia, per due anni, ha lavorato come centralinista del Teatro Metastasio di Prato. Poi, dopo l’irruzione della tecnologia, nel 2009 è stata sostituita da un computer

PRATO. Lucia, per due anni, ha lavorato come centralinista del Teatro Metastasio di Prato. Poi, dopo l’irruzione della tecnologia, nel 2009 è stata sostituita da un computer. La sua professionalità non serviva più: al suo posto una voce elettronica. Così Lucia – 58 anni e ancora dieci per raggiungere la pensione minima – è rimasta senza lavoro, sprofondando in un tunnel dal quale ancora non è riemersa.

Ha frequentato tre corsi di formazione organizzati dagli enti pubblici, ma non è mai riuscita a ritrovare quella stabilità che al Teatro Metastasio – seppur come impiegata stagionale – aveva in parte trovato. E pur di non rimanere senza far nulla, ha accettato un contratto come stagista a 57 anni. Sì, a 57 anni. «Lavoravo in un depuratore e per i primi sei mesi mi hanno pagata 400 euro – spiega la donna – poi, per 30 euro a settimana, me ne davano 700 al mese. Era un buon contratto. Purtroppo però dopo un po’ mi hanno rispedito a casa: non servivo più».

A 58 anni, Lucia, oggi non trova più nulla. Ha una figlia disoccupata che ha appena finito le superiori e il suo ex marito, distante mille chilometri, non può aiutarla. «Vivo in una casa popolare, dove fra affitto e condominio pagherei appena 190 euro al mese – racconta – ma sono in ritardo di due anni. Vorrei pagare, ma rischio di essere buttata fuori. Io e mia figlia viviamo con lavori saltuari e grazie a un contributo di 160 euro versato ogni mese dal Comune».

VIDEO. La storia di Vincenzo

L'appello di Vincenzo: "Ho 52 anni e cerco un posto fisso" Cosa vuole dire cambiare in 6 anni 15 lavori e ogni volta sentirsi dire "Non abbiamo più bisogno di te". Il racconto di Vincenzo Scalici, sposato con due figli, della provincia di Lucca (video a cura di Tecla Biancolatte) - L'ARTICOLO

SEGNALATECI I VOSTRI CASI: ECCO COME FARE

Il Tirreno raccoglie le storie del lavoro sfruttato in Toscana. Abbiamo deciso, infatti, di iniziare un'inchiesta su chi viene pagato assai meno di quello che prevede il contratto, su chi viene assicurato per la metà del tempo che lavora. O su chi viene inquadrato per una mansione e ne svolge un’altra o altre tre o quattro insieme. Addirittura ci sono casi di persone che continuano a lavorare mesi nella speranza di riscuotere mensilità arretrate perché non hanno visto un soldo da quando hanno varcato la soglia del posto di lavoro. E c’è pure chi si è ritrovato licenziato perché si è fatto male lavorando. Se avete casi da segnalarci scriveteci a inchiestadeilettori@iltirreno.it Si può chiedere di raccontare la propria storia anche in forma anonima, soprattutto se il lavoro è ancora in corso. Tuttavia è necessario inviare un numero di telefono al quale essere ricontattati per verificare le vicende che ci raccontate.

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