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Consiglio comunale sull'alluvione, l'assurdità di cercare un colpevole - Commento

Livorno, che è ancora in ginocchio, ha bisogno di ben altro senso di responsabilità da parte di chi la rappresenta nelle istituzioni. Al governo e all’opposizione

Mercoledì scorso, a distanza di dieci giorni dal terribile nubifragio che ha provocato morti e devastazioni in città, si è svolta una seduta del consiglio comunale che aveva all’ordine del giorno l’alluvione come unico punto in discussione. In realtà il dibattito si è trasformato in una polemica politica con le opposizioni impegnate a chiedere la capitolazione del sindaco (la sfiducia è stata invocata da tutti i gruppi di minoranza ad eccezione di Buongiorno Livorno, che comunque ha chiesto al primo cittadino di fare un passo indietro) e la maggioranza arroccata a difendere “a prescindere” Filippo Nogarin. Insomma, una tragedia ridotta a bagarre politica, dove l’unico obiettivo è sembrato essere la ricerca di un colpevole di quanto avvenuto (il sindaco Nogarin o i suoi predecessori, a seconda dello schieramento politico) in modo da sentirsi tutti con la coscienza a posto.

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Ore di discussione buttate al vento che avrebbero potuto invece essere utilizzate per provare a comprendere le cause della più grande catastrofe che abbia colpito Livorno negli ultimi decenni e, attraverso questo processo di cognizione, cercare delle soluzioni per evitare che una simile tragedia possa ripetersi. Si sarebbe potuto e dovuto discutere del funzionamento delle casse di espansione nella zona del Nuovo Centro, della tombatura del rio Maggiore e delle urbanizzazioni nelle zone a rischio allagamento del rio Ardenza e del rio Banditella. Si sarebbe potuto e dovuto discutere della manutenzione dei corsi d’acqua ma anche di quella delle caditoie e delle bocche di lupo. Si sarebbe potuto e dovuto discutere di come ha operato la macchina dell’emergenza, della prevenzione e dei soccorsi durante quella notte drammatica. Si sarebbe potuto e dovuto chiedere chiarimenti su chi poteva ottenere le agevolazioni fiscali del Comune e in che modo, ma anche delucidazioni sulla possibilità di avere risarcimenti per i danni subiti: c’è chi ha perso la casa o tutto quello che c’era dentro e chi dovrà ricominciare da zero con il lavoro. Si sarebbero potute e dovute fare tante cose, anche perché provando a chiarire le cause della tragedia – come mai la città si è fatta trovare impreparata in quella malanotte? - potrebbero venire alla luce anche le eventuali responsabilità a vario titolo.

Invece, chissà perché, si sono voluto invertire le priorità: prima cerchiamo i responsabili – in particolare è stata chiesta la testa del sindaco - poi si analizzerà cosa è accaduto. Pare dunque di capire che la sfida politica venga prima di tutto, anche dei morti, dei danneggiamenti e delle lacrime.

E’ vero che alla fine è stata votata all’unanimità l’istituzione di una commissione di indagine, un qualcosa che nel nostro Paese non può mai mancare. Ma Livorno, che è ancora in ginocchio, ha bisogno di ben altro senso di responsabilità da parte di chi la rappresenta nelle istituzioni. Al governo e all’opposizione.



 

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