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Inchiesta sull’alluvione di Livorno: l’app di allerta dimenticata dal sindaco

Dopo aver negato di aver ricevuto le credenziali, ora Nogarin ammette: “Non lo ricordavo più”

LIVORNO. Aveva ragione Luca Soriani, funzionario della Protezione civile del Comune, quando – sollecitato dal Tirreno – aveva detto di aver consegnato all’ufficio di gabinetto del sindaco l’username e la password per la app dell’allerta meteo predisposta dalla Regione Toscana. Il sindaco Filippo Nogarin, che in precedenza aveva dichiarato – sempre al Tirreno – di non saper nulla di quella app e di non aver mai ricevuto le credenziali, ieri l’altro ha cambiato registro e ha ammesso di aver ricevuto a suo tempo tutto il materiale relative alla app della Regione ma di essersene dimenticato. Lo ha fatto perché dagli incartamenti delsuo ufficio è spuntato fuori un documento inequivocabile che era noto anche al Tirreno: è la dichiarazione di avvenuta consegna del manuale utente e delle credenziali di accesso della app del Centro Funzionale Regionale Toscana che risulta essere stata firmata del sindaco stesso il 9 dicembre dell’anno scorso.

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È necessario sottolineare che la questione della app del Cfr non è ovviamente al centro della vicenda-alluvione e che la sua installazione non avrebbe probabilmente modificato il tragico corso degli eventi. Ma appare comunque opportuno fare chiarezza su questo aspetto, legato alle dinamiche operative della protezione civile, soprattutto per restituire la verità a una questione che ha visto contrapposte la posizione del sindaco e quella di un funzionario della protezione civile, chiamato in causa in quanto aveva ricevuto il compito di consegnare le credenziali proprio a Nogarin.



E allora ricostruiamo le tappe di questa querelle. Il 15 settembre scorso, durante una conferenza stampa a cui partecipa anche il governatore Enrico Rossi che si è svolta in lungarno Pacinotti a Pisa (dove ha sede la sala di monitoraggio meteo idrogeologico della Toscana), gli ingegneri del Cfr spiegano che da nove mesi c’è un nuovo meccanismo con cui la Regione mette in moto la macchina dell’emergenza. Si tratta di una funzione sulla app del Centro funzionale regionale che – installata su un telefonino – fa scattare una sirena simile a quella dei vigili del fuoco ogni volta che i pluviometri e gli idrometri di una particolare area o di un torrente superano il livello di guardia. Questa app è in dotazione anche a tecnici e funzionari, che però abitualmente operano con queste funzioni sul pc, ma è stata soprattutto creata per i sindaci che, pur non essendo addetti ai lavori nel senso stretto del termine, hanno comunque poteri di vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico in città. Quindi uno strumento utile per avvertire i sindaci in caso di emergenze meteo sul proprio territorio.

E l’allarme, con relativa sirena riprodotta dalla app, risulta essere scattato – sempre secondo quanto riferito dagli ingegneri del Cfr – alle 21. 39 di sabato 9 settembre e poi altre volte durante il diluvio che ha provocato morti e devastazioni. Ma Filippo Nogarin la sirena non l’ha mai sentita, perché non si era “loggato” e quindi la sua app non era attiva.

«La app? L’ho scaricata oggi (il 15 settembre, giorno della conferenza, ndr) all’ora di pranzo, prima non sapevo nemmeno esistesse – aveva detto il sindaco – Non ho mai ricevuto nessuna busta contenente le credenziali per accedere all’account, né ho mai partecipato a nessuna presentazione ufficiale, se non nel mondo dei sogni della Regione. Ma se anche avessero fatto la presentazione, perché non avvertirmi? Insomma, non inviate la solita mail, una delle 1500 che ricevo ogni giorno. Se è una cosa a tutela dei cittadini, alzate il telefono. Chiamatemi».

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Insomma, il sindaco era sembrato molto sicuro di sé. E in effetti, il sindaco non aveva partecipato all’incontro del 6 dicembre 2016 a Palazzo Strozzi Sacrati di Firenze per la presentazione delle nuova elaborazione della app nata nel 2015. Ma il Comune di Livorno era comunque presente: a rappresentarlo c’era Luca Soriani, funzionario della Protezione Civile, ma soprattutto il referente dell’emergenza comunale nella tragica notte tra il 9 e il 10 settembre scorsi. E a lui il Cfr aveva affidato il compito di consegnare a Nogarin il manuale di istruzione e la busta contenente l’username e la password per l’installazione della App. Il Tirreno lo aveva subito contattato: quelle credenziali le ha mai consegnata al sindaco? «A questa domanda non rispondo. A questo punto dovrò affidarmi a un legale, ma se il sindaco ha risposto così, avrà avuto le sue ragioni», era stata la sua risposta.

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L’indomani, sabato 16 settembre, il Tirreno l’aveva ricontattato telefonicamente e, dopo aver insistito a lungo, il funzionario aveva trovato la forza per dire la “sua” versione dei fatti, che poi è risultata essere quella vera. «Sì, ho partecipato alla presentazione della nuova app a Firenze in rappresentanza del Comune di Livorno – aveva raccontato – C’erano molti colleghi perché la maggior parte dei sindaci non era venuta. Mi hanno consegnato il materiale per Filippo Nogarin e pochi giorni dopo l’incontro, a mia memoria, ho consegnato manuale e credenziali al gabinetto del sindaco».

Alla sua dichiarazione era seguito il silenzio, rotto solo ieri dall’ammissione di Filippo Nogarin: «Il 9 dicembre 2016 ho oggettivamente firmato questo atto di presa in carico di questa App. In verità non me lo ricordavo nemmeno perché firmo centinaia di atti. Ho ricostruito tutto guardando l’agenda. Di fatto quella app non l’ho mai installata e non ho mai più trovato le credenziali».

Nel documento in questione, il sindaco dichiarava il 9 dicembre 2016 «di aver ricevuto il manuele utente e le credenziali di accesso per la App Cfr Toscana». Luca Soriani aveva dunque ragione.

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