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Famiglia scampata all'alluvione: «Mia figlia di un mese salva per miracolo»

Livorno, il racconto dei genitori: ci siamo salvati nel locale caldaia e là abbiamo aspettato i soccorsi

LIVORNO. La piccola Bianca non lo sa ancora, ma un giorno le racconteranno che lei, a nemmeno un mese dalla nascita, in quella notte maledetta del 10 settembre, si è salvata grazie alla prontezza dei suoi genitori e alla presenza di un locale tecnico al piano di sopra della casa.

Senza queste due componenti, forse avremmo pianto un’altra tragedia nell’alluvione che ha devastato una parte della città. A poco più di una settimana dai fatti, Alessandro Boischio, 31 anni, produttore presso Assicurazioni Generali Italia, e residente in via Garzelli 81, tenta di farlo. Con la moglie Marta Pighini, stessa età del marito e infermiera al Centro ustioni di Cisanello, sono passati in poco tempo dalla felicità di diventare genitori (Bianca è nata il 15 agosto) alla paura di vedersi strappare quella gioia dall’ondata di fango che è entrata in casa loro.

Il dolore aumenta se pensano ai loro vicini Filippo Meschini, ferito gravemente e la moglie Martina Bechini che non ce l’ha fatta.

La casa alluvionata
La casa alluvionata


«Erano circa le 4 del mattino –spiega Alessandro, noto nel mondo del basket labronico perché gioca nell’Acli Stagno- quando mia moglie si è accorta che stava entrando acqua dalla porta di ingresso, che, dalla forza del flusso, si è aperta. Con difficoltà, siamo riusciti a richiuderla. Poi – continua- abbiamo sentito una botta fortissima: un albero si era abbattuto sulla porta finestra che conduce al giardino, e l’ha completamente spalancata facendo entrare velocemente un sacco d’acqua».

Passano pochi secondi e il livello dell’acqua comincia a salire, i mobili iniziano a galleggiare. «Di corsa ci siamo precipitati in camera, abbiamo preso Bianca (che stava dormendo) e siamo andati nell’unica parte posta al piano di sopra, un locale tecnico adibito per la caldaia».

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Messe in salvo moglie e figlia, Alessandro torna giù per prendere il cane, una boxer di 4 anni: «Ginger, visibilmente spaventata, era sul divano che stava galleggiando nella sala. L’ho presa in braccio, poi mi sono ricordato di prendere il latte in polvere per Bianca che era in camera, e sono tornato su». Tornare al piano terra che poteva rivelarsi drammatico. «Ripensandoci ora ho rischiato molto, l’acqua mi arrivava oltre l’ombelico e continuava a salire, inoltre, mi sono operato al ginocchio di recente, quindi non ho grande mobilità su una gamba. In quei momenti però non ragioni, vai avanti d’istinto, e per me salvare tutta la famiglia era l’unico obiettivo».

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Da lì in poi passano circa due ore prima di essere messi in salvo da parenti e soccorsi. «Mi sono sembrate ore infinite, faceva freddo, si sentiva provenire da fuori un rumore fortissimo di acqua e poi le urla dei vicini. Provavo a chiamare i numeri di emergenza ma non erano raggiungibili».

In tutto questo periodo drammatico, però, la piccola Bianca si è svegliata solo intorno alle 5, ha bevuto il latte senza problemi ed è uscita indenne da questa brutta storia.

«Per ora –spiega Boischio- siamo ospiti dai miei suoceri, attualmente non possiamo stare in casa nostra: la sala è quasi tutta da buttare, la cucina, il bagno e la camera sono totalmente state distrutte. Inoltre non abbiamo più le auto». In tutto questo, Alessandro vuole sottolineare che «grazie all’aiuto degli amici, delle squadre di soccorso e dei tanti volontari che ci hanno aiutato, la forza di andare avanti è sempre forte e anche quella solidarietà non la scorderemo mai».

Infine, un appunto: «È stato un evento catastrofico davvero eccezionale, è vero, però forse sul sistema di comunicazione bisogna migliorare: nessuno ci ha avvisato di quello che stava succedendo, magari bastava una chiamata, il suono di una sirena».

Mauro Donateo
 

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