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Alluvione, la Procura indaga sul piano della protezione civile

Livorno, già ascoltati alcuni tecnici comunali anche sulle modalità dell’allarme. Non ci sono per ora avvisi di garanzia. Conferita la consulenza a 5 ingegneri

Nubifragio a Livorno, i volti e le storie delle vittime Livorno piange le vittime dell'alluvione del 10 settembre. Nelle immagini i volti e le storie di chi ha perso la vita a causa del maltempo (video a cura di Yuri Rosati) - L'ARTICOLO

LIVORNO. Da lunedì mattina cinque ingegneri sono al lavoro per ricostruire in ogni minimo particolare che cosa è accaduto nella notte tra sabato 9 settembre e domenica 10, quando un terribile nubifragio ha investito Livorno provocando otto morti (oltre ad essere una delle cause dell’incidente sulla Statale 206 in cui ha perso la vita un 22enne) e danni per decine di milioni. È il gruppo di esperti a cui la Procura della Repubblica ha affidato il compito di rispondere ai tanti interrogativi che ancora circondano questo tragico evento: ne fanno parte due ingegneri idraulici, uno civile, uno esperto in protezione civile e uno in geologia che sono stati ufficialmente nominati proprio ieri dai sostituti procuratori Antonella Tenerani e Giuseppe Rizzo ai quali il procuratore capo Ettore Squillace Greco ha affidato il delicato caso.

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Questo pool di esperti dovrà lavorare su possibili omissioni e irregolarità nella costruzione e nel funzionamento degli invasi. Ma anche su eventuali responsabilità nella gestione dell’emergenza e dei soccorsi. Così come dovrà essere fatta chiarezza sull’urbanizzazione delle zone a rischio allagamento, perché più vicine ai corsi d’acqua.

Solo per fare un esempio, la Procura pare che sia intenzionata a capire chi abbia concesso l’abitabilità all’appartamento in cui ha trovato la morte un’intera famiglia: Simone Ramacciotti, la moglie Glenda Garzelli, il piccolo Filippo oltre a nonno Roberto che aveva contribuito al salvataggio di Camilla, 3 anni, l’unica superstite. In quella splendida villa liberty tra via Rodocanacchi e viale Nazario Sauro, l’abitazione al piano terreno - posta a un livello inferiore della strada - è possibile che originariamente fosse destinata a cantina o a qualcosa del genere, e che sia poi stata trasformata in appartamento quando la villa è stata frazionata. Ma stiamo parlando probabilmente degli anni ’70 e non sarà facile ricostruire gli atti che hanno portato ad attribuirne l’abitabilità.

Agli ingegneri sono stati concessi 90 giorni, con la possibilità di proroga di un altro mese, e questa consulenza - par di capire - costituirà l’atto principale della Procura nell’inchiesta per disastro e omicidio colposo.

Un’inchiesta, per la quale, al momento non sono stati inviati avvisi di garanzia e non risulta nemmeno alcuna iscrizione nel registro degli indagati. Inoltre sembra che la Procura non debba neppure compiere, almeno a breve termine, atti irripetibili, cioè quelle operazioni che richiedono necessariamente un rappresentante a tutela delle persone eventualmente coinvolte nell’inchiesta e che pertanto comportano come atto dovuto l’avviso di garanzia.

In astratto, tra questi atti rientrano le autopsie ma sembra che sia stato chiaramente accertato l’annegamento come causa di tutti i decessi e ciò è stato ritenuto più che sufficiente dalla Procura.

Di certo si sa che la polizia giudiziaria, delegata dai sostituti procuratori Tenerani e Rizzo, ha già ascoltato come persone informate dei fatti alcuni dipendenti del Comune.

In particolare sono state acquisite informazioni tecniche, di carattere generale, sul funzionamento dell’emergenza. Si sa, ad esempio, che sono stati chiesti gli atti relativi al piano di protezione civile, che è in fase di revisione dallo scorso anno e che è in attesa di essere discusso dal consiglio comunale. Piano che prende in esame dagli aspetti di carattere generale fino agli scenari di rischio per la città e le modalità di informazione della popolazione. All’attenzione della polizia giudiziaria, a quanto risulta, anche l’assetto idrogeologico del territorio e piani come quello di gestione del rischio alluvioni.
 

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