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Alluvione, Nogarin: «Basta case in zone a rischio, hanno causato la catastrofe»

Livorno, il sindaco alla scuola media Bartolena dopo l'alluvione: «Ci rialzeremo». La vice-preside: «Nuove aule nell’ex alloggio del custode»

LIVORNO. «Mai più in questa città permetteremo di realizzare, giustificare o condonare abitazioni ed edifici in zone a rischio idrogeologico». Il sindaco Filippo Nogarin è andato alle scuole medie Bartolena-San Simone per accogliere gli alunni al loro primo giorno. E prima che i ragazzi tornassero in classe, ha fatto il giro della scuola, passando ovviamente dal seminterrato che è stato completamente distrutto dall’esondazione del rio Ardenza

Subito dopo l’ispezione con la vice-sindaca Stella Sorgente e il portavoce Tommaso Tafi, Nogarin ha detto che non saranno più condonate o autorizzate case e strutture in zone a rischio, come appunto gli argini dei vari fiumi che scorrono sul nostro territorio. «Abbiamo già messo dei vincoli al piano delle colline e dobbiamo sempre studiare il piano strutturale dell’urbanistica. Ma una cosa è certa: dobbiamo mettere la parola fine e stoppare una volta per tutte quello che è stato fatto e permesso fino ad ora. Sono quelli i veri motivi di ciò che è successo». Sono dunque tre i punti fondamentali sui quali l’amministrazione dovrà lavorare per evitare che in futuro accadano ancora eventi del genere. «Diciamo “no” alla realizzazione di case sulle rive dei fiumi, no alla costruzione e al condono di abitazioni al di sotto del livello della strada e no alla cementificazione sfrenata. Questa è la nostra linea, una direzione chiara che vogliamo mantenere. Ciò non significa, comunque, che d’ora in poi non costruiremo niente o che bloccheremo tutto quello che stiamo facendo, ma le situazioni dovranno essere sistemate e messe in regola. Non vogliamo consumare altro suolo verde. Mi auguro che questo tipo di riflessione, arrivata alla luce di una situazione drammatica, non riguardi solo Livorno, ma sia di più ampio respiro».

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Poi il sindaco è entrato nelle aule per salutare gli studenti. Aule che sono state sistemate in extremis perché cinque stanze al piano più basso della struttura sono andate distrutte. «Livorno deve rialzarsi e voi siete la nostra speranza – ha detto Nogarin ai ragazzi della 1ª O che sono stati spostati in quella che prima era la sala insegnanti – in questi giorni i ragazzi hanno dimostrato, più di chiunque altro, senso di appartenenza, serietà e impegno. Siete il nostro futuro e la scuola, oltre alle competenze e a conoscere le cose, deve insegnarvi a sviluppare il senso critico. Vi abbraccio tutti, ce la faremo».

Alle Bartolena sono state quattro le nuove classi prime e dall’istituto hanno fatto sapere che nessuna famiglia ha presentato il nullaosta per il trasferimento. «Giovedì abbiamo incontrato i genitori e i professori – ha spiegato la vicepreside Cecilia Cariello – per spiegare loro la situazione e per tranquillizzare tutti. Abbiamo risposto alle domande e abbiamo detto che avremmo ripristinato le aule andate distrutte nel vecchio alloggio del custode. Le famiglie temevano lo slittamento dell’inizio della scuola, ma per fortuna, nonostante l’inagibilità del seminterrato, siamo partiti regolarmente».

Fuori dall’istituto, come accade ogni anno il primo giorno di scuola, erano tanti i genitori presenti che hanno accompagnato i figli fino all’ingresso. E per tutti questo inizio è stato come una liberazione. «Eravamo in ansia – ha detto Barbara Lucchesi, mamma di una bimba in prima media – perché sapevamo che la scuola era stata allagata. Era normale un po’ di apprensione, ma alla riunione nell’altra sede la vice preside e i tecnici del Comune ci hanno spiegato tutto, assicurandoci che la scuola sarebbe iniziata regolarmente. Abbiamo fiducia».

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