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Risarcimenti, fate presto con il bando

I consigli degli esperti a chi ha avuto danni dall’alluvione: fotografare tutto e farsi fatturare i lavori di ripristino  

LIVORNO. «Anch’io sono un alluvionato: il fango è entrato in casa mia e da giorni stiamo spalando fango. Cosa consiglio a chi si è visto allagare la casa e devastare ogni cosa? Di fotografare: fotografate tutto, scattate foto che mostrino chiaramente i danni che avete avuto». Parola di Benedetto Tuci, dirigente regionale del Movimento Consumatori, protagonista di tante battaglie a tutela dei diritti dei cittadini. C’è bisogno di mettere da parte prove documentali certe perché il bando per il risarcimento danni arriverà fra un (bel) po’ di tempo e ovviamente non si può star lì con il fango in salotto o il garage devastato ad aspettare che si facciano vivi i tecnici del Comune o i periti dell’assicurazione.

C’è anche un altro aspetto da tener presente: è vivamente consigliabile rivolgersi a ditte ufficiali che siano in grado di fatturare i lavori, sempre nell’ottica di rimettere in sesto la casa, il negozio o l’officina sì ma conservando prove certe dell’entità del danno. Dunque, occhio alle scorciatoie tipo il lavoretto fatto in nero dall’amico.



IL BANDO? DOPO DUE ANNI

L’esperienza di precedenti casi analoghi dice che, ad esempio, quando è andata sott’acqua la Valdera nel febbraio 2014 la Regione ha dato cinquemila euro a ciascuna delle 45 famiglie ma soltanto due anni più tardi e solo se il loro reddito Isee risultava al di sotto dei 36mila euro. Grossomodo simili i tempi (lunghi) per l’indennizzo delle imprese alluvionate in provincia di Varese nel novembre 2014: entro la fine del settembre 2016 la scadenza del bando per ottenere il risarcimento. È andata appena meglio alle ditte finite sott’acqua a Benevento a metà ottobre 2015: bando in pista alla fine dell’inverno scorso.

Ma da Palazzo Civico si ricorda che «i Comuni sono chiamati ora ad attivarsi per il censimento dei danni ai privati e alle imprese». Il municipio livornese prova a dettare tempi ravvicinati: «Entro 30 giorni dal provvedimento dello stato di emergenza che potrebbe essere emanato dal Consiglio dei ministri già domani sera», diceva ieri la nota ufficiale fissando lo sguardo sulle decisioni che Palazzo Chigi prenderà oggi.

L’amministrazione livornese sottolinea che «i Comuni dovranno presentare un piano degli interventi realizzato attraverso un'apposita raccolta di dati»: lo fa tenendo a specificare che «non si tratta di domande di contributo vere e proprie, ma di schede ricognitive preliminari, utili a capire a livello governativo il volume dei danni subiti dal territorio». Aggiungendo poi: «In base a questi dati sarà poi valutato il percorso di reintegro».



TUTTO DIPENDE DAI FONDI

Resta il fatto che, in realtà, secondo le informazioni raccolte fra gli addetti ai lavori, è il bando prossimo venturo a determinare se, come, chi verrà indennizzato. Sostanzialmente tutto dipende dalla cifra che complessivamente viene stanziata, in genere di gran lunga inferiore al fabbisogno. In tal caso, ciascun soggetto danneggiato riceverà in proporzione. Tradotto: se il totale delle richieste di indennizzo risultasse per ipotesi 100 e la somma messa a disposizione fosse 10, ciascuno riceverebbe il 10% del danno accertato; se invece il budget stanziato fosse 50, avrebbe la metà di quanto denunciato.

Per tornare a un esempio concreto: nel citato caso di Benevento alle imprese arrivarono 20 milioni di euro rispetto ai 281 milioni richiesti. È da non dimenticare il caso di un’impresa della nostra provincia che, dalla pratica per risarcimento danni di una precedente alluvione ha ottenuto meno di 200 euro...

Anche la costruzione del bando di risarcimento danni deve vedersela con l’entità della cifra messa a disposizione. Per dirne una: nel caso concreto di Benevento, sono state ammesse ai fondi solo imprese che abbiano avuto danni oltre una certa soglia (danni per almeno 400mila euro nelle grandi imprese, 200mila nelle medie, 50mila nelle piccole).



CCIAA CABINA DI REGIA

Per trovare una cabina di regia e un punto di coordinamento le categorie economiche livornesi hanno scelto la Camera di Commercio, «insieme alla Regione», per «la raccolta e la gestione delle richieste di aiuto da parte delle imprese che hanno subito danni».

La decisione è emersa in una riunione tecnica in Provincia con il governatore Enrico Rossi, alla quale hanno preso parte il presidente della Provincia Alessandro Franchi, il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci, la vicesindaca di Livorno Stella Sorgente e il numero uno della Camera di commercio Riccardo Breda. È stato stabilito che Il gruppo tecnico Cciaa-Regione indicherà «modi univoci e certi per ricevere e valutare le istanze», così da agevolare il canale aperto dalle associazioni di categoria per «divulgare le informazioni e aiutare le imprese» ad ottenere un parziale indennizzo. Dal canto suo, l’ente camerale per bocca di Breda annuncia che «azioni comuni» in tandem con la Regione a sostegno delle imprese («come il microcredito e il fondo di garanzia dell’80% per la richiesta di finanziamenti»), oltre al via alla richiesta di un rapporto diretto con gli istituti bancari per «facilitare il credito alle imprese».

La Regione è scesa in campo con un tris di interventi di sostegno alle imprese alluvionate: nel box a fianco il dettaglio (info: sul portale Toscana Muove). È da aggiungere che stamani dalle 9 alle 11 il governatore Rossi sarà presente di persona al sopralluogo in alcune imprese che sono state messe in ginocchio dall’alluvione.

Al quartier generale degli artigiani Cna è stato preso contatto con le realtà emiliane che hanno dovuto fronteggiare già problemi simili nel recente passato: ne è emerso che l’indennizzo può riguardare «immobili, macchinari (ma non i veicoli aziendali) e scorte di magazzino». Con un doppio problema: 1) riguardo al magazzino può esserci qualche problema se la documentazione delle fatture è finita persa nell’alluvione, però potrebbero esser già state passate in contabilità e dunque recuperabili per via informatica; 2) in alcune polizze il danno da alluvione è ritenuto risarcibile solo se l’ondata ha rotto un muro o una porta,
non se si è trattato di una infiltrazione d’acqua.

Quest’ultimo aspetto ci porta anche alle polizze che gran parte delle famiglie ha stipulato al momento della sottoscrizione del mutuo: non è affatto detto che casi come quello dell’alluvione di domenica scorsa siano contemplati.

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