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«Chiederemo 180 milioni al governo»

Rossi all’incontro con categorie economiche e sindacati: «Intervento straordinario per ripartire»

LIVORNO. «Abbiamo formalizzato la richiesta dello stato di emergenza e nelle prossime ore chiederemo al governo un ristoro di circa 180 milioni di euro. Siamo persone abituate a non chiedere se non hanno bisogno, a non pietire se non ne hanno diritto: questa volta chiediamo che lo Stato metta in campo un intervento straordinario e cospicuo per Livorno, che ha subito danni immensi, perché questa città e la sua zona, che è forse quella più in difficoltà in Toscana, deve poter ripartire e deve per questo essere concretamente aiutata». Così il presidente della Regione, Enrico Rossi, ieri ha per la prima volta messo sul tavolo una prima cifra che il territorio vuole chiedere al governo per far fronte ai danni dopo il disastro di domenica. Lo ha fatto intervenendo all'incontro con le categorie economiche, commerciali e produttive, con i sindacati e con gli enti locali. Ad accompagnare Rossi al tavolo di Palazzo Granducale, sede della Provincia, sono stati gli assessori regionali Cristina Grieco e Stefano Ciuoffo, che hanno le delega alle politiche attive per il lavoro e alle attività produttive.

«È importante che ci sia un ristoro - ha detto Rossi - Stiamo cercando di fare bene i conti. Oltre ai danni alle persone, alla distruzione, alla morte, ci sono stati danni alle abitazioni, ai seminterrati, alle attività commerciali, artigianali e produttive. Questi danni hanno provocato e stanno provocando enormi difficoltà e perdite di guadagni alle persone, ai lavoratori, agli uomini e dalle donne di Livorno. Sono quindi loro, oggi, che chiedono al governo un intervento significativo. Bisogna capire che qui è piovuto sul bagnato. Lo Stato deve farsi carico di tutto questo».

Molte sono al momento le attività commerciali e produttive messe ko dal nubifragio, dall’agricoltura alla pesca (tanti pescatori, ad esempio, si trovano nell'impossibiltà di lavorare perché le loro barche sono andate distrutte). Molti i cittadini che domenica si sono svegliati con le case inagibili. Moltissime le infrastrutture danneggiate, i ponti crollati, le strade impraticabili. Due giorni fa, solo guardando al patrimonio comunale devastato (strade, scuole, ponti...), Palazzo Civico ha parlato di almeno 3,8 milioni di euro di danni. «Siamo venuti ad ascoltare e a prendere nota. Sulla base di questo – ha concluso Rossi – faremo le scelte che riterremo più giuste per garantire a Livorno risorse e opportunità. Ma non si può prescindere dall'intervento statale e questo intervento non può che essere di natura straordinaria».

Tre sono intanto le misure individuate dalla giunta regionale e illustrate da Gianfranco Simoncini: concedere garanzie, favorire il microcredito, prevedere il differimento
e la rimodulazione degli aiuti rimborsabili.

All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, la vicesindaca Stella Sorgente, i sindaci di Colle e Rosignano, Lorenzo Bacci e Alessandro Franchi, il consigliere regionale Francesco Gazzetti.



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