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Nubifragio a Livorno, l'addio alle vittime

Niente “funerali di Stato” a Livorno come per la strage di Viareggio, ma singole cerimonie silenziose per i morti dell'alluvione del 10 settembre. Ecco quando

LIVORNO. Ognuno piangerà le proprie lacrime e vivrà il suo dolore. Ma lo farà in privato. Niente “funerali di Stato” come per la strage di Viareggio, ma singole cerimonie silenziose che toccheranno punti diversi della città. Il tempo del pianto dopo l’alluvione che ha piegato la città nella notte tra sabato e domenica, inizierà questa mattina alle 11, con il primo dei nove funerali delle vittime e si concluderà domani con l’addio a Gianfranco Tampucci (l’orario e il luogo non sono ancora ufficiali), trovato ieri a distanza di due giorni dall’ondata di acqua, terra e detriti che ha travolto la sua casa a Collinaia; e l’ultimo saluto a Matteo Nigiotti (15,30 cimitero della Misericordia), morto a soli 22 anni in un incidente stradale mentre tornava a casa dopo una serata al lavoro.

Nei giorni successivi al disastro il sindaco Filippo Nogarin che lunedì ha proclamato il lutto cittadino, ha cercato in tutti i modi di organizzare un funerale pubblico, condiviso e aperto a tutta la città. Un momento di silenzio e riflessione in cui i livornesi si sarebbero ritrovati per sostenere il peso dei perché. Il primo cittadino, anche ieri mattina, ha chiamato personalmente i parenti delle vittime per chiedere cosa ne pensassero. I diretti interessati però hanno preferito declinare l’invito e muoversi in modo autonomo affidandosi alla Svs e alla Misericordia. «Non vogliamo pubblicità – hanno risposto – vogliamo soltanto salutare i nostri cari».



Così i singhiozzi inizieranno questa mattina alle 11 nella chiesa di Sant’Annunziata, quartiere Scopaia, dove sono in programma i funerali di Raimondo Frattali, 70 anni, scomparso domenica notte nella sua casa di via della Fontanella, a pochi passi dall’Apparizione, travolto dall’onda che ha investito il terratetto dove viveva con la moglie e la figlia, salve entrambe perché sono salite sul tetto. Alle 11,30, invece, la salma di Roberto Vestuti, 74 anni, sarà portata dall’obitorio al cimitero dei Lupi per la cremazione.

Nel pomeriggio, poi, il cuore di Livorno si dividerà ancora una volta perché alle 16 sono in programma sia i funerali di Martina Bechini, 34 anni, travolta dalla piena del Rio Ardenza che della famiglia Ramacciotti: Roberto, Simone, Glenda e il piccolo Filippo rimasta prigioniera nel seminterrato della villa di viale Nazario Sauro. L’addio a Martina, sposa da meno di due mesi, è in programma al cimitero dei Lupi, mentre quello dei Ramacciotti e di Glenda Garzelli si celebrerà in Duomo dove a partire dalle 10 sarà aperta la camera ardente.
La famiglia – fa sapere – che i funerali si svolgeranno in forma privata, ma saranno aperti alla città con la richiesta «a lasciare fuori dalla chiesa telecamere e fotografi».

Nubifragio a Livorno, i volti e le storie delle vittime Livorno piange le vittime dell'alluvione del 10 settembre. Nelle immagini i volti e le storie di chi ha perso la vita a causa del maltempo (video a cura di Yuri Rosati) - L'ARTICOLO

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