Quotidiani locali

Vai alla pagina su Alluvione a Livorno

Così la malanotte ci ha trovati impreparati

Un bilancio insopportabile, anche se l’evento meteo – così ci spiegano gli esperti – è stato di una violenza senza pari. Ma è sempre e solo la natura la causa dei nostri disastri?

Eravamo distratti. Colpevolmente distratti. Inseguivamo Irma con i suoi sette milioni di americani in fuga dalla Florida, spiagge favolose e sogni di bellezza stile Baywatch. Eravamo distratti perché gli uragani se li è andati cercando Donald Trump in casa sua, lui che degli accordi sul clima e dell’impazzimento atmosferico se ne fa beffe con un tweet.

Eravamo distratti, colpevolmente distratti, perché se da mesi e mesi non butta una goccia di pioggia, non abbiano avuto voglia di attrezzarci per tempo ripulendo argini, foci, tombini, fogne e tutto quell’armamentario di ingegneria idraulica che fu vanto del Granducato nel ’700 e nell’800 ma che oggi, ell’epoca del tutto e subito, richiede impegno, programmazione, fatica.

Così mentre sabato ci informavamo su quel che sarebbe potuto capitare ai nostri fratelli della vicina Liguria, interessata da un “allarme rosso”, abbiamo ignorato che qui, proprio qui, era scattato l’ “allarme arancione”, appena un gradino sotto il pericolo massimo.

leggi anche:

Qui davanti ai nostri occhi uno specchio di mare incantatore, qui dove il mar Ligure si congiunge con il Tirreno e la depressione che scende dal Nord Europa si scontra con la massa calda dei venti africani. La notte, la malanotte di Livorno, ha sorpreso una città addormentata, impaurita, impreparata. Sette morti, tra cui un’intera famiglia con un bimbo piccolo, e due dispersi.

Un bilancio insopportabile, anche se l’evento meteo – così ci spiegano gli esperti – è stato di una violenza senza pari. La pioggia che si trasforma in fiumi impazziti, riemersi da una memoria collettiva colpevolmente rimossa. È assassina l’acqua che cade dal cielo così come quella che riemerge improvvisa da rii e fossi sfregiati dal cemento. Ma è sempre e solo la natura la causa dei nostri disastri?

Non è questo il tempo delle polemiche, delle divisioni, dei veleni. Verranno – e anche presto – i giorni da dedicare allo studio per capire in modo più approfondito quel che è accaduto. Solo possedendo le informazioni necessarie si potrà provare ad evitare che disastri analoghi si ripetano nel futuro prossimo.

Nubifragio Livorno, la città travolta dall'acqua e dal fango - Videoracconto In due ore, nella notte tra il 9 e il 10 settembre, è caduta su Livorno la pioggia di un anno. Il Rio Ardenza esonda, la città viene invasa dall'acqua e dal fango, che sfondano le porte e entrano nelle case. Ci sono vittime e dispersi, mentre da domenica mattina vigili del fuoco e volontari cominciano le operazioni di salvataggio. Realizzato da H24Filmakers: Iacopo Altobelli e Davide BevilacquaImage Editor: Simone TaddeiNews Editor: Emilio Fabio Torsello

Livorno ha rivelato una sorprendente fragilità. Come se avesse dimenticato la sua storia, che il suo cuore antico si chiama Venezia, che ha costruito la sua fortuna passata grazie all’abbondanza di sorgenti e corsi d’acqua.

Tra il sindaco di Livorno e il presidente della Regione, Nogarin e Rossi, posizioni politiche diverse quanto una vita, c’è stata ieri la prima avvisaglia di come in questo disgraziato Paese si affrontano le responsabilità operative: con il riciclo del già detto. Nubifragi, frane, terremoti, fenomeni diversi di fronte ai quali la nostra impreparazione, l’impreparazione delle autorità pubbliche ma anche dei semplici cittadini, moltiplica i danni.

La natura ci rammenta le nostre fragilità. I comportamenti umani ci rimandano alla nostra ostinazione nel non imparare mai la lezione. Se infatti per i terremoti le mappe sismiche ci avvertono con precisione scientifica sulle terre   ballerine  che  andrebbero messe in sicurezza, senza che ciò accada come vediamo tragedia dopo tragedia, così per il rischio idroeologico  la   comunità   scientifica sa individuare con altrettanta precisione le aree da bonificare.

La metà del Belpaese è in pericolo. Lo ripetiamo stancamente da anni, senza alcun intervento conseguente.
Oggi Livorno aggiunge la sua bandierina   listata   a   lutto   sulla   carta geografica dell’Italia dello sfasciume urbano. Dolore, sgomento, cordoglio. Ma oggi è anche il giorno di rimboccarsi le maniche, di ripulire le strade, di soccorrere gli sfollati, di consolare chi ha perso persone care, di controllare gli edifici più esposti. C’è molto da fare. Presto e bene.  Secondo  una  tradizione  di  solidarietà e umanità. Coraggio Livorno.
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

I SEGRETI, LE TECNICHE, GLI STILI

La guida al fumetto di Scuola Comics