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Raspanti all’incontro dei filo-Pisapia: «Sì, mi incuriosisce»

Livorno, l'ex candidato sindaco e consigliere comunale di Futuro partecipa all’evento di Campo progressista a Prato. «Voglio ascoltare, ma chiederò chiarezza sul progetto»

LIVORNO. Si muovono anche in Toscana le forze di Campo Progressista, il movimento di Giuliano Pisapia. Oggi (sabato 9 settembre) si riuniranno a Prato, come abbiamo anticipato qualche giorno fa nella nostra rubrica “Piazza Grande”: in programma c’è una sorta di coordinamento interno, aperto anche a qualche battitore libero. Il punto è che all’appuntamento parteciperà anche Andrea Raspanti, 37 anni laurea in filosofia, terzo nella corsa a candidato sindaco nel 2014. È lui stesso a confermarlo oggi. «Ma chiedo chiarezza...».

Raspanti, quindi sarà a Prato all’incontro di Campo progressista?

«Sì, vado perché mi hanno invitato. Vado soprattutto per ascoltare. Ma anche per portare una richiesta di chiarezza».

Chiarezza rispetto a cosa?

«Al progetto. Credo che al di là dei meriti personali di Pisapia, il progetto faccia una lettura corretta della situazione italiana e dei suoi bisogni, ma fatichi a tirare le fila. L’Italia ha bisogno di un progetto forte di “sinistra-centro”, più che di centro-sinistra, che sia in grado di realizzare quelle politiche che riportino il peso della crisi su chi ha le spalle più larghe. Ma questo progetto, oggi, non può che essere alternativo al Pd. Il nuovo “sinistra-centro” non c’entra nulla con il Pd di Renzi perché il Pd di Renzi non c’entra nulla con il centro-sinistra».

Vuole essere una critica indiretta alla gestione della questione siciliana?

«Di Campo progressista si è parlato più di quanto Campo progressista non abbia parlato di sé, da qui l’istanza di chiarezza. Detto questo, mi sembra che la questione siciliana sia stata un pasticcio per tutti...».

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Ma lei cosa pensa del movimento di Pisapia?

«Pisapia è una persona seria, perbene. Io mi sento affine per sensibilità e cultura politica: crede nel dialogo, rispetta le idee degli altri, ha amministrato bene Milano tenendo insieme una coalizione molto ampia e fa una lettura corretta dei bisogni dell’Italia. Quello che mi aspetto ora, da esterno, è che ci sia un cambio di marcia, una presa di posizione più forte, che permetta di capire, a me per primo, il senso vero del progetto, la solidità». Un attimo di pausa: «Guardi, le parole che ho usato quando sono uscito da Buongiorno sono molto simili a quelle che ha detto Pisapia in questi mesi...».

Per esempio?

«Per esempio rispetto alla necessità di un progetto ampio, plurale, in grado di mobilitare il Paese, o la città, in vista delle sfide da affrontare, a partire da una riduzione seria delle diseguaglianze. Non è una politica che si può portare avanti con battaglie parziali o con l’idea di rappresentare solo una parte».

Intanto sarà a Prato: dobbiamo leggerlo come un avvicinamento a Cp o no?

«Per il momento sono prudente. Diciamo che è una manifestazione di interesse reciproca».

In questi giorni c’è la festa di alcune forze di sinistra (da Bl a Prc e Pci) all’Astra: perché Futuro ha detto no?

«Abbiamo apprezzato l’invito, ma per il percorso che abbiamo intrapreso – ampio, inclusivo e pluralista – l’iniziativa ha un perimetro troppo marcato».

Si dice che il Pd l’abbia tirata parecchio per la giacca nei mesi passati: i rapporti oggi come sono?

«No, non ci sono».

Ma Raspanti e Futuro cosa vogliono fare da grandi?

«Mettersi a disposizione di un progetto che sappia aggregare tutte quelle energie che ritengono che sia indispensabile costruire un fronte ampio e compatto per difendere i valori della nostra carta costituzionale. Io li chiamo valori progressisti...».

E lei potrebbe essere il candidato alle amministrative di questo fronte?

«Questa riflessione è secondaria, ora rischierebbe solo di ostacolare la possibilità di un confronto libero e ampio».
 

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