Quotidiani locali

Vai alla pagina su Meningite in Toscana
Meningite a 65 anni dopo la puntura di una zanzara

Meningite a 65 anni dopo la puntura di una zanzara

Livorno, il paziente è stato ricoverato a Cisanello e ora è fuori pericolo. Disinfestazione straordinaria a Collesalvetti

LIVORNO. Aveva febbre alta, rigidità del collo, forte mal di testa. Quando domenica si è presentato all’ospedale di Cisanello e ha illustrato i propri sintomi è stato subito attivato il protocollo per la meningite. E la diagnosi ha confermato: meningite, non batterica ma virale, da virus West Nile, del cosiddetto Nilo Occidentale, trasmesso attraverso la puntura di una zanzara. Dunque una meningite non contagiosa a differenza di quella da meningococco, che non necessita di alcuna azione di profilassi.

L’uomo, 65 anni, residente a Collesalvetti, è stato sottoposto al trattamento previsto in questi casi. Ora è fuori pericolo, entro una settimana sarà dimesso e potrà tornare a casa. Su richiesta del dipartimento prevenzione dell’Asl il sindaco Lorenzo Bacci ha firmato un’ordinanza urgente per l’effettuazione di trattamenti adulticidi straordinari contro la zanzara comune del genere Culex, quella “crepuscolare” che punge durante le ore serali e notturne, una misura preventiva necessaria a seguito del manifestarsi dell’infezione West Nile.

leggi anche:



Il provvedimento riguarda esclusivamente una zona delimitata, poco più di 300 metri quadrati, nei dintorni dell’abitazione dell’uomo: la disinfestazione è stata ripetuta in maniera straordinaria ieri notte e lo sarà anche stanotte e domani. Sempre in forma preventiva, l’amministrazione comunale ha intensificato i trattamenti antilarvali su pozzetti e caditoie stradali nel resto del territorio. Il virus West Nile si trasmette tramite la puntura della zanzara comune. L’infezione da West Nile nella maggior parte dei casi non provoca la comparsa di alcun sintomo, talvolta si manifesta con sintomi lievi di tipo simil-influenzale (febbre, cefalea, dolori muscolari, possibile eruzione cutanea) e di norma guarisce spontaneamente in una settimana. Molto limitata la casistica rilevata di casi più gravi come quello del 65enne colligiano.

«Ma in un paziente sano come in questo caso non ci sono stati problemi - evidenzia Francesco Menichetti, primario di malattie infettive di Cisanello dove l’uomo è stato curato e si trova ricoverato -. Diversamente sarebbe stato con un paziente immunocompromesso, trapiantato o leucemico». I medici sono al lavoro per ricostruire come possa essere stata contratta l'infezione: «Al momento non siamo stati in grado di ricostruire nessun contesto specifico di rischio - sottolinea il primario -, si tratta di in virus che ha a che fare con cavalli, ma nel caso di questo paziente non ci sono stati né viaggi in zone a rischio, né contatti con equini. Né la West Nile può essere trasmessa da uomo a uomo».

Nessun problema anche per quanto riguarda le donazioni di sangue: «Come previsto dalle procedure viene semplicemente eseguito un test in più, il Nat (Nucleic Acid Test) per il West Nile Virus, a garanzia ulteriore di donatori e riceventi», spiega Piero Palla, primario del centro trasfusionale di Livorno. «Il caso di positività da West Nile riscontrato sul territorio livornese non impedisce in alcun modo la donazione di sangue e derivati».
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

LE GUIDE DE ILMIOLIBRO

Corso gratuito di scrittura: come nascono le storie