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In regola mezz’ora al giorno per pulire la filiale della banca

In regola mezz’ora al giorno per pulire la filiale della banca

GLI SFRUTTATI IN TOSCANA. Massa: Giulia, 40 anni e con 3 figli minori a carico, ci racconta una situazione al limite

MASSA. Ha quarant’anni, tre figli minorenni a carico, e lavora (ufficialmente) per mezz’ora al giorno come addetta alle pulizie per una cooperativa con sede legale al Sud. In quei trenta minuti pulisce la filiale di una banca per cinque giorni alla settimana e riceve una paga che si aggira attorno ai 3 euro al giorno, a cui va sottratta la benzina per andare al lavoro e quella per tornare a casa.

Un “lavoretto” che le serve per arrotondare lo stipendio reale, cioè quello – completamente a nero – che si guadagna nelle abitazioni private della provincia di Massa – Carrara. Dove la chiamano a fare le pulizie e ad aiutare con i lavori domestici per altre 3-4 ore al giorno.

Una situazione al limite, ma Giulia (nome di fantasia) in qualche modo ce la fa. Perché in teoria può contare sull’assegno familiare riconosciuto dall’Inps alle famiglie meno abbienti con figli a carico e sul contributo del padre dei bambini. «Nelle case in cui mi chiamano chiedo 10-12 euro. Lavorare a nero è l’unica possibilità per mandare avanti la famiglia, facendo i salti mortali e rischiando di restare senza alcuna copertura nel caso dovesse succedermi qualcosa», spiega con una voce simpatica e squillante. Di chi sembra saper prendere la vita col sorriso anche nelle avversità. «Da anni sono iscritta agli uffici di collocamento», ma gli unici lavori che ha trovato sono stati attraverso le agenzie di lavoro interinale.

Giulia ci racconta la sua busta paga di luglio. Grazie a un piccolo rimborso Irpef, l’importo complessivo è di 106 euro. Senza il quale avrebbe riscosso meno di 60 euro. «Poi è chiaro che non ci sto mai solo mezz’ora – dice – perché per pulire decentemente un po’ di tempo ci vuole... A me le cose piacciono fatte bene». Anche ai clienti della banca. E certamente anche al suo datore di lavoro. (d.f.)

SEGNALATECI I VOSTRI CASI: ECCO COME FARE

Il Tirreno raccoglie le storie del lavoro sfruttato in Toscana. Abbiamo deciso, infatti, di iniziare un'inchiesta su chi viene pagato assai meno di quello che prevede il contratto, su chi viene assicurato per la metà del tempo che lavora. O su chi viene inquadrato per una mansione e ne svolge un’altra o altre tre o quattro insieme. Addirittura ci sono casi di persone che continuano a lavorare mesi nella speranza di riscuotere mensilità arretrate perché non hanno visto un soldo da quando hanno varcato la soglia del posto di lavoro. E c’è pure chi si è ritrovato licenziato perché si è fatto male lavorando. Se avete casi da segnalarci scriveteci a inchiestadeilettori@iltirreno.it

Si può chiedere di raccontare la propria storia anche in forma anonima, soprattutto se il lavoro è ancora in corso. Tuttavia è necessario inviare un numero di telefono al quale essere ricontattati per verificare le vicende che ci raccontate.

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