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Le lacrime del fuoriclasse Borghetti: «Smetto con la dama? Forse...»

Livorno, il campione durante la presentazione del Mondiale: «L’idea del ritiro nacque tempo fa quasi per scherzo,  però col passare del tempo non mi pareva poi più di tanto peregrina»

LIVORNO. A volte ritornano, e stavolta (forse) sarà per l’ultima volta. Dopo il titolo mondiale conquistato a Montenero nel 2013 contro l’americano Alex Moiseyev, nel 2015 contro il sudafricano Lubabalo Kondlo, quest’anno il nostro “Maradona della Dama”, alias Michele Borghetti, si misurerà all’Hotel Vedetta contro il connazionale Sergio Scarpetta, originario di Cerignola (Foggia). Non sarà semplice per Michele difendere il titolo per la seconda volta nel giro di due anni: la pressione stavolta è davvero alta, e lo testimoniano le copiose lacrime versate dal campione livornese durante la conferenza stampa di presentazione all’evento svoltasi in Comune. Lacrime che hanno un po’ il sapore dell’addio, forse questa sarà l’ultima avventura di Michele su una damiera, perlomeno in competizioni internazionali.

Eppure questo ragazzo, nato a Livorno nel ’73, ne ha macinati di titoli nella sua straordinaria carriera: inizia a giocare a dama all’età di 12 anni e in pochissimo tempo diventa il più grande giocatore della Federazione italiana (35 titoli tricolori a dama italiana, 17 a dama internazionale e 2 a dama inglese). Nel 2013 diviene il primo italiano, dalla prima edizione risalente addirittura al 1847, a conquistare proprio a Montenero il titolo mondiale di dama inglese strappandolo dalle mani del russo naturalizzato americano Moiseyev, che lo deteneva da ben 12 anni: Borghetti è stato il primo campione non di lingua anglosassone ad accaparrarsi l’ambito trofeo. Ha inoltre stabilito un altro memorabile primato a livello mondiale: nel 2003 a Varazze ha giocato simultaneamente alla cieca (bendato) contro 23 avversari agonisti, ottenendo 17 vittorie, 6 pareggi e nessuna sconfitta.

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Gran maestro delle maggiori dame esistenti (italiana, inglese e internazionale), nel 2012 ha vinto i Giochi olimpici della mente a Lille, mentre nel dicembre 2014 ha conquistato a Pechino il titolo di campione del mondo dei Giochi della mente. Dopo il titolo mondiale difeso il 13 settembre 2015 a Montenero contro l’avversario sudafricano, nel dicembre dello stesso anno è stato premiato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal presidente del Coni Giovanni Malagò e nel giugno scorso ha ricevuto dal Coni la medaglia d’oro al valore atletico, primo damista nella storia a riceverla. Dalla fondazione della Federdama, datata 1924, è lui il giocatore più titolato della storia della dama.

E allora perché ritirarsi, quando a 44 anni potresti ancora allungare il tuo già straordinario palmares? «L’idea del ritiro nacque tempo fa quasi per scherzo - risponde Michele Borghetti - però col passare del tempo non mi pareva poi più di tanto peregrina. Recentemente ho passato un weekend di stacco totale in montagna, mi serviva per far prendere ossigeno al cervello e lì il tarlo del ritiro non mi ha abbandonato. Vedremo...». Chiaramente nessuno al giorno d’oggi potrebbe immaginarsi la dama senza Michele, ma quelle lacrime versate ieri a fiumi non sembravano un semplice sfogo da stress pre-Mondiale, sembravano proprio il segno di un addio imminente. Staremo a vedere. Intanto godiamoci il nostro Michele e il suo ennesimo Mondiale nella nostra Montenero. Poi staremo a vedere.

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