Quotidiani locali

Vai alla pagina su Lavoratori sfruttati
I forzati del lavoro sporco
L'EDITORIALE

I forzati del lavoro sporco

Precario, mal pagato, senza regole. Nella civile Toscana assume proporzioni inimmaginabili lo sfruttamento del lavoro. L'editoriale del direttore Luigi Vicinanza

Lavoro “sporco”. Precario, mal pagato, senza regole. Nella civile Toscana assume proporzioni inimmaginabili lo sfruttamento del lavoro. Sì, sarà pure un’espressione novecentesca, ma è maledettamente attuale. Da giorni donne e uomini, tutti italiani, giovani o avanti negli anni, hanno trovato nel nostro giornale il luogo dove dar voce alla loro condizione di sfruttati: pagati 4 o 5 euro all’ora, senza orari, spesso con contratti fasulli. Un mondo sommerso, parallelo all’immagine di divertimento, accoglienza, vacanza tipica di questa stagione. Ma attenzione, i forzati del lavoro a pochi euro non li troviamo solo nelle imprese del turismo: alberghi, ristoranti, lidi balneari per forza di cose costrette a far cassa in poche settimane. È una condizione trasversale a tanti settori.


Nei dieci anni della Grande Crisi il lavoro in Italia ha subito uno svilimento come non era mai accaduto. Un deprezzamento non solo del lavoro subordinato. Anche tanti imprenditori, artigiani, commercianti hanno visto i loro margini di guadagno ridursi a tal punto da sottomettersi alle peggiori pratiche pur di restare a galla. Ora l’Istat dice che c’è qualche segnale di ripresa, le aziende tornano a cercare personale. Bene. Notizia positiva. In questi anni i temi del lavoro sono stati più oggetto di propaganda politica che soggetto di azioni concrete e coerenti nel tempo. I dati sull’occupazione sbandierati per tacitare i gufi e i rosiconi. Incuranti di un sentimento di preoccupazione nel Paese fondato sulla percezione della precarietà lavorativa ed economica iniziata dieci anni fa. Certo, c’è stato il Jobs act voluto dal governo Renzi; non è stato sufficiente.

Il lavoro non si crea per legge. L’accademia degli economisti ritiene che le poche risorse pubbliche disponibili andavano spese per sostenere investimenti produttivi. Altri ancora nell’abbattimento delle tasse sul lavoro. Certo è che dove il lavoro scarseggia, è a rischio la coesione sociale. E dunque la democrazia. Scusate se è poco. Buona domenica e buon Ferragosto.

@VicinanzaL

 

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PROMOZIONI PER GLI AUTORI, NOVITA' ESTATE 2017

Stampare un libro, ecco come risparmiare