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Presi e trasferiti altri cinque cinghiali a Calignaia

In mattinata il tentativo di sabotare una gabbia con un pannello di legno dopo il sopralluogo della polizia municipale

LIVORNO. Nella mattinata di sabato 12 agosto il tentativo di sabotaggio di una delle gabbie acchiappa-cinghiali sistemate nella zona di Calignaia. Poi, nel tardo pomeriggio, la cattura e il trasferimento di altri cinque esemplari in un’area individuata dalla Regione nel pisano. La giornata però era partita in un altro verso. Che la maggior parte dei livornesi si fosse schierata dalla parte dei cinghiali lo si era capito fin dal primo momento, da quando, cioè, il cane di una bagnante è stato aggredito, procurandosi una ferita di una trentina di centimetri. Ma adesso, dalle parole, dalle raccolte firme e dai proclami su Facebook, qualcuno è passato ai fatti: ieri mattina ha aspettato che la pattuglia della polizia municipale lasciasse la zona di Calignaia – dove era in programma un sopralluogo – per appoggiare davanti all’ingresso della gabbia un pannello di legno evitando così che gli animali restassero prigionieri al suo interno.

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La missione degli agenti – arrivati intorno alle 10 – era di raccogliere testimonianze per controllare la situazione, evitando che nessuno desse da mangiare ai cinghiali. In realtà ieri mattina sotto al ponte c’era soltanto alcuni bagnanti. Dunque gli agenti non sono neanche scesi in spiaggia, ma sono rimasti al parcheggio. Dopo aver parlato con il responsabile del «Mare Matto», Dario Degli Esposti, e dopo aver controllato la trappola, si sono allontanati lasciando la gabbia aperta, con la grata tirata su per catturare i cinghiali e trasferirli come disposto dall’ordinanza del Comune. Un’oretta più tardi, quando il Tirreno è andato a controllare, ha trovato un pannello di compensato davanti all’ingresso della gabbia poco distante dal secondo parcheggio (quello sotto la grande cava), segno evidente che qualcuno ha cercato di boicottare l’ordinanza. E così, nel pomeriggio, un’altra pattuglia è intervenuta sul posto per rimuovere la lastra di legno. «Una nostra squadra – ha spiegato Michela Pedini, dirigente della polizia municipale – sarebbe comunque tornata a Calignaia per cercare testimoni e controllare. Noi non avevamo lasciato così la trappola, qualcuno l’ha alterata». I vigili urbani hanno anche ricostruito l’aggressione al cane avvenuta lo scorso 7 agosto. «La signora – ha spiegato agli agenti il gestore di Mare Matto – ha detto che è stata aggredita dai cinghiali, ma non è vero. Io ero dall’altra parte della spiaggia che sistemavo i lettini e ho sentito il cane che guaiva dopo essere stato morso. Ma era senza guinzaglio e non aveva la museruola. Non so cosa sia accaduto dopo, quando è salita verso la strada. Sono certo che fosse sotto choc, ma il cinghiale non le ha fatto niente. La donna, tra l’altro, era sanzionabile perché esiste un’ordinanza della capitaneria di porto che prevede che i cani debbano stare al guinzaglio nelle spiagge libere. Così come è vietato accendere fuochi a meno di 100 metri dal bosco, pescare dalle 9 alle 19 e piantare tende dall’alba al tramonto». Il fenomeno dei cinghiali a Calignaia, comunque, non è certo nuovo. Arrivano dal bosco e dalla cava, e si spingono fino alla battigia. «Sono qui da 4 anni e li ho sempre visti. Ma quest’estate sono molti di più. La gente dà loro da mangiare e perciò gli avvistamenti sono diventati frequenti».

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Nonostante il tentativo di impedire l’accesso degli animali nelle gabbie, dopo l’intervento degli agenti, è stato possibile catturare, nel tardo pomeriggio, altri nove animali. Così, con i quattro già trasferiti nei giorni scorsi, il conteggio arriva ora quota nove, praticamente un terzo del numero complessivo. Sarebbero infatti una quarantina i cinghiali che si muovono nella zona di Calignaia e che dopo l’ordinanza del sindaco e nonostante la raccolta firme per fermare la loro cattura sono destinati a lasciare la zona tra il bosco, il mare e la vecchia cava.


 

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